Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Una buona notizia per tutta la filiera agricola del Lazio e, in modo particolare, per territori come Montalto di Castro e Pescia Romana, dove l’agricoltura rappresenta ancora una parte fondamentale dell’economia, dell’occupazione e dell’identità locale.
La regione Lazio ha accolto la richiesta avanzata da Coldiretti Lazio e ha autorizzato un aumento del 50% del gasolio agricolo ad accisa agevolata assegnato per il 2026.
Il provvedimento nasce da una difficoltà concreta: il caldo eccezionale e la scarsità di precipitazioni stanno costringendo le aziende a consumare più energia per irrigare i campi e per raffrescare gli animali negli allevamenti. Costi che si sommano a quelli già molto pesanti che il settore sta sostenendo e che incidono su produzioni fondamentali, dall’ortofrutta al mais, dal latte alla soia.
Il supplemento di carburante potrà essere utilizzato non soltanto per l’irrigazione, ma anche per aratura, zappatura, erpicatura, fresatura e per le attività legate al bestiame. Le imprese potranno presentare la richiesta entro metà novembre, dopo aver utilizzato il carburante già assegnato per quest’anno.
L’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini ha parlato della necessità di dare “risposte rapide” di fronte alle difficoltà e di trasformare le esigenze provenienti dal territorio in atti concreti.
Ed è forse proprio questo il punto politico più importante. Viviamo una stagione in cui soffia forte il vento dell’antipolitica. Spesso, va detto, anche per responsabilità della politica stessa. Ma provvedimenti come questo dimostrano che quando esiste un ascolto vero, quando le categorie economiche riescono a rappresentare i problemi e quando tra territori e istituzioni rimane aperto un rapporto reale, qualcosa si può ancora cambiare.
Coldiretti ha portato una richiesta concreta. La Regione l’ha ascoltata e l’ha trasformata in un provvedimento.
Può sembrare poco. In realtà dovrebbe essere la normalità. Mi auguro che a questo ne seguano molti altri, perché oggi le nostre imprese agricole hanno bisogno di essere sostenute non con slogan, ma con misure di buon senso.
E soprattutto credo sia fondamentale continuare a costruire un rapporto con i territori capace di fare una cosa semplicissima e insieme difficilissima: far entrare le istanze di chi lavora, produce e vive ogni giorno i problemi reali dentro i palazzi, dentro i tavoli decisionali, dentro i luoghi in cui quelle esigenze possono diventare atti amministrativi.
La buona politica, alla fine, è anche questo: accorciare la distanza tra una strada di campagna e una stanza della Regione.
E quando ci riesce, è giusto riconoscerlo.
Sergio Caci
