Viterbo – “Benedetta aveva un carattere forte e sensibile, da questo perdita ci arriva un messaggio: abbiamo bisogno di più umanità”. Don Massimiliano Balsi questo pomeriggio nella basilica di Santa Maria della Quercia, piena di persone commosse e di pianti incessanti per l’ultimo saluto a Benedetta Marino, giovane mamma di 23 anni trovata morta all’ex consorzio agrario sabato 8 agosto.
Benedetta Marino, nata a Viterbo il 7 agosto 2003, aveva festeggiato da appena un giorno il suo compleanno quando, sabato mattina, è stata trovata senza vita all’interno dell’ex consorzio agrario di via Francesco Baracca.
Benedetta Marino
“La vita vi chiede di continuare, con un grande dolore, ma anche con un grande amore, che siete chiamati a vivere gli uni nei confronti degli altri, e per il bambino che Benedetta vi lascia – ha ricordato don Massimiliano Balsi -. Un amore che voi, mamma e papà, avete vissuto con lei, e che non può essere cancellato nemmeno dalla morte. Dio non si pone mai di fronte a noi come un giudice. Tutti, credenti e non, abbiamo bisogno di saper cogliere il senso profondo della nostra vita. In tanti casi questo senso deve essere colto indagando le nostre fragilità e le realtà più complesse”.
La morte di Benedetta Marino è ora al centro di un’inchiesta della procura di Viterbo. La sua scomparsa, per la sua giovanissima età e per le circostanze ancora da chiarire della morte, ha suscitato profonda commozione e cordoglio in città.
“Accogliete Benedetta – ha continuato il parroco -, come nel giorno della sua nascita, in un modo nuovo. Fatelo con testardaggine e determinazione, come faceva lei. Aveva un carattere forte, segnato da una profonda sensibilità e fragilità”.
I funerali di Benedetta Marino
Il sacerdote Balsi si è poi rivolto ai presenti e agli amici di Benedetta: “Accogliete la vostra fragilità e anche quando è difficile, portatela verso un compimento che chiede impegno, fatica e ha bisogno di essere illuminato. Permettere a chi vi sta accanto di essere quella luce. Dalla perdita di Benedetta ci arriva un messaggio: abbiamo bisogno di più umanità. In questi giorni, tante parole e giudizi, ma la vostra sensibilità dov’è? Benedetta l’aveva. Il poter condividere il dolore con gli altri è un dono grande che ci viene fatto. Dobbiamo conoscerci per ciò che siamo, imparando a starci accanto anche quando è difficile. Ripartiamo da questo momento scegliendo la vita, nelle parole e nelle azioni”.
Il parroco ha poi lasciato ai presenti un momento di silenzio, per poter pensare ad un ricordo bello di Benedetta. E ha invitato a fare delle donazioni per gli enti scelti dalla famiglia “che aiutano le persone nelle fragilità”, ha concluso Balsi.
All’uscita, nel piazzale della chiesa, con il suono del pianto disperato della madre e della famiglia di Benedetta si è dato l’ultimo saluto e il feretro è stato portato al cimitero.
Nicole Tarantello

