Viterbo – “Passare da medico a paziente è un attimo. Lo stesso tempo che trascorre fra la foratura della ruota posteriore di una Vespa e il contatto con il duro asfalto”, racconta il neurochirurgo e scrittore Carlo Pizzoni, ricordando l’incidente che lo ha fatto passare, nel giro di pochi istanti, dalla parte del medico a quella del paziente.
Carlo Pizzoni
Una caduta dalla Vespa dopo la foratura della ruota posteriore e quindi il ricovero all’ospedale Santa Rosa di Viterbo.
Ora, in occasione delle dimissioni, Pizzoni ha voluto rivolgere un ringraziamento a quanti lo hanno soccorso e curato.
“In occasione delle dimissioni sento il dovere di ringraziare tutti i dirigenti medici e il personale di comparto che mi hanno avuto come paziente presso l’ospedale Santa Rosa (ex Belcolle) di Viterbo”, afferma Pizzoni.
Il primo pensiero va a chi è intervenuto subito dopo l’incidente e al personale che lo ha accolto in ospedale: “In particolare il personale del 118 postazione di Montefiascone che mi ha accompagnato celermente in pronto soccorso. Tutto il personale del pronto soccorso, radiologia, chirurgia generale oncologica, anestesia e rianimazione, radiologia interventistica, ortopedia, laboratorio, malattie infettive, terapia antalgica e tutti gli altri che non ho citato per mera dimenticanza”, prosegue il neurochirurgo.
Carlo Pizzoni
Nel suo messaggio Pizzoni dedica poi un ringraziamento specifico al personale della neurochirurgia.
“In ultimo, ma non per importanza, desidero ringraziare tutto il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari e il personale medico dell’unità operativa complessa di neurochirurgia”, sottolinea Pizzoni.
Parole particolarmente sentite sono rivolte agli infermieri e agli operatori socio sanitari, dei quali il neurochirurgo evidenzia non soltanto la professionalità, ma anche il rapporto umano con chi viene ricoverato.
“Gli infermieri e gli operatori socio sanitari della neurochirurgia mi hanno dimostrato tutta la loro professionalità, empatia e premura, con una dedizione che va al di là del semplice dovere e che, cosa più importante, prodigano indistintamente a tutti i pazienti”, conclude Carlo Pizzoni.

