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“Casa del Balilla: nessuna prova fotografica inconfutabile e nessuna risposta esaustiva dalle istituzioni”

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Viterbo - Il liceo Mariano Buratti

Viterbo – Il liceo Mariano Buratti

 

Liceo classico Mariano Buratti - L'edificio con la scritta Opera Balilla

Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio con la scritta Opera Balilla

Il liceo classico Mariano Buratti con la scritta Gioventù italiana del Littorio

Il liceo classico Mariano Buratti con la scritta Gioventù italiana del Littorio

Liceo classico Mariano Buratti - L'edificio il giorno dell'inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell'Opera nazionale Balilla

Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio il giorno dell’inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell’Opera nazionale Balilla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti, la mia è solo una voce del popolo, ma anche la testimonianza di studente e insegnante del liceo Mariano Buratti.

Con preoccupazione le devo confidare che forse siamo stati tutti, generazioni di studenti e insegnanti, vittime di una allucinazione visiva se possiamo confermare che la scritta “Casa del Balilla” non era per nulla evidente sulla facciata della scuola.

Con la pazienza di un enigmista o di un medium che interpreta i fondi del caffè, ingrandendo la foto della facciata si possono ricostruire tre o quattro lettere della fantomatica intitolazione, ma fantasiosamente potrebbe essere anche “Casa del popolo”.

Soprattutto ci chiediamo noi poveri cittadini senza risposte in quale momento storico è stata eventualmente tracciata questa scritta se nelle foto del ventennio fascista appiono in evidenza solo “Gioventù italiana del littorio, Partito nazionale fascista, anno sedicesimo”e “Opera Balilla”.

Sia lei, direttore Carlo Galeotti, ad onore della verità di stampa, sia noi cittadini di Viterbo che crediamo fermamente nella memoria dell’antifascismo, abbiamo chiesto a gran voce spiegazioni in quale epoca storica sia stata tracciata la scritta “Casa del Balilla” della quale non abbiamo ancora trovato prove fotografiche inconfutabili.

Tuttavia ad oggi non abbiamo ancora ottenuto risposte esaustive dalle istituzioni che hanno intrapreso tale restauro.

Personalmente da cittadina che crede nei valori della Resistenza penso che sia il caso non di detonalizzare, ma di rendere invisibile la scritta, che qualora posta in bella vista sull’entrata del liceo, offenderebbe sia la memoria del partigiano Mariano Buratti che sacrificò la propria vita, torturato e poi fucilato dai nazifascisti, sia umilierebbe studenti e insegnanti che quotidianamente entrano in detto istituto.

Chiedo a lei direttore di indagare su che tipo di fondamento storico abbia la scritta “Casa del Balilla” e soprattutto di farsi portavoce dei nostri interrogativi e della nostra delusione in qualità di cittadini. antifascisti.

Emanuel Alison Flamini


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