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“Se il centrodestra candida Chiara Frontini, noi non saremo della partita”

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Andrea Micci

Andrea Micci

Andrea Micci

Andrea Micci

Andrea Micci

Andrea Micci

Viterbo – “Se il centrodestra dovesse candidare Chiara Frontini, noi non potremmo essere della partita”. Andrea Micci, segretario provinciale della Lega, mette subito un punto fermo in vista delle comunali del 2027.

Il Carroccio ha già “un’idea su un possibile candidato”, ma è pronto a confrontarsi senza pregiudizi con gli alleati e anche a sostenere un nome espressione di un altro partito. La condizione è una: non riproporre la sindaca uscente, alla quale Micci riserva un giudizio politico e amministrativo “totalmente negativo”.

La Lega ha anche già preparato una prima bozza di programma, nata dagli incontri nei gazebo organizzati in città e nelle frazioni. Decoro, sicurezza, centro storico, cultura e soprattutto una visione di Viterbo che non si fermi alle elezioni successive sono i temi sui quali Micci vuole aprire il confronto nel centrodestra.

Avete già un vostro candidato o una rosa di candidati per le prossime elezioni comunali?
“In questo momento abbiamo un’idea su un possibile candidato, però stiamo cominciando proprio adesso le interlocuzioni con il centrodestra. Come ormai è usanza a Viterbo, dopo Santa Rosa cominceranno le prime riunioni e siamo aperti a qualsiasi tipo di discussione”.

Quindi nessun veto?
“Non poniamo particolari veti. Però veniamo da una storia precisa: ci siamo candidati in opposizione a Frontini, siamo stati eletti in opposizione a Frontini e abbiamo fatto cinque anni di opposizione. Come Lega non l’abbiamo appoggiata nemmeno al ballottaggio del 2022. All’epoca ero coordinatore comunale e dichiarai pubblicamente che avremmo lasciato libertà di voto ai nostri simpatizzanti e militanti”.

Questo significa che sulla ricandidatura di Chiara Frontini una preclusione invece c’è?
“Sì. Non saremo noi a sostenere la sindaca Frontini in un’eventuale ricandidatura. È una questione di coerenza politica, ma anche il risultato di un giudizio sostanzialmente negativo sulla sua amministrazione”.

Forza Italia potrebbe però portare proprio il nome di Frontini al tavolo del centrodestra.
“Ho letto le dichiarazioni di Maurizio Gasparri e le ho interpretate nel senso che Forza Italia abbia intenzione di portare quel nome al tavolo del centrodestra. È legittimo che lo faccia, così come è legittimo da parte nostra dire che, per una questione di coerenza e per il giudizio negativo sull’esperienza amministrativa, non potremmo stare sotto quell’ombrello”.

Quindi, in questo caso, la parola giusta è veto?
“Direi che c’è una preclusione sulla sindaca uscente. Questo sicuramente. Dopodiché l’obiettivo del tavolo di centrodestra deve essere andare tutti uniti, perché abbiamo visto che quando il centrodestra si presenta unito vince. Ci sarà una discussione sui nomi e credo che nessuno debba rimanere ancorato alle proprie bandierine”.


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Prima dei nomi, però, viene il programma?
“Assolutamente sì. Prima di discutere dei nomi e di imporre i propri bisogna valutare un progetto per la città. Noi abbiamo tantissime idee e abbiamo già buttato giù una bozza di programma elettorale. Abbiamo organizzato incontri e gazebo sia a Viterbo sia nelle frazioni, portando avanti un programma partecipato che abbiamo sottoposto ai cittadini. Sono arrivate moltissime indicazioni che abbiamo poi inserito nella nostra proposta”.

Quali sono le prime cose che i cittadini vi chiedono?
“Sicuramente decoro e sicurezza. Ma soprattutto ci chiedono una visione strategica della città per i prossimi vent’anni. È proprio ciò che, secondo me, è mancato di più a questa amministrazione: un’idea di città”.

Che cosa intende per “idea di città”?
“Se oggi chiediamo a un cittadino viterbese a che cosa abbia mirato la politica degli ultimi anni e quali siano stati gli obiettivi strategici, credo che faccia fatica a rispondere. Parlare dello sviluppo di Viterbo con un orizzonte medio-lungo è invece quello che dovrebbe fare chi ama questa città e non pensa semplicemente alle prossime elezioni. Abbiamo idee che partono dal centro storico e arrivano alle frazioni e che riguardano anche l’aspetto culturale”.

Alfonso Antoniozzi e Chiara Frontini

Alfonso Antoniozzi e Chiara Frontini


Eppure l’amministrazione ha puntato sul progetto Viterbo capitale europea della cultura e su manifestazioni come Ombre Festival.
“Viterbo capitale della cultura è un progetto ambizioso, ma in cinque anni di amministrazione i passi avanti sono stati pochi e confusi. Al di là dei soldi spesi, in alcuni casi anche male a mio modo di vedere, non vedo passi concreti verso un progetto strutturato che oggi sia in grado di competere con quello di altre realtà”.

Quindi boccia anche la politica culturale dell’amministrazione?
“Sulla proposta culturale cittadina ritengo che sia stato fatto sostanzialmente poco. Ombre, a mio modo di vedere, è un festival che ha molti aspetti positivi. Ci sono stati incontri che mi sono piaciuti e generalmente il programma funziona. Ma se poi l’amministrazione lo trasforma in una passerella per lanciare la candidatura della sindaca uscente o per far fare alla sindaca la presentatrice degli eventi, si perde il senso per cui la manifestazione è nata”.

Il suo giudizio sulla cultura a Viterbo è quindi negativo.
“Molto negativo. Credo che Viterbo dal punto di vista culturale abbia fatto un passo indietro enorme. Oggi spesso c’è più offerta nella provincia che nel capoluogo. Conosco tantissimi cittadini che nei fine settimana o nelle sere d’estate preferiscono andare nei comuni della provincia perché a Viterbo non trovano un’offerta adeguata”.

Dove sta il problema?
“Alla radice. Se non hai un’amministrazione che coordina e dà un senso, una linea alle manifestazioni che si svolgono, ma rincorri semplicemente l’esigenza del momento o la volontà di organizzare un evento per fare un selfie in piazza con un po’ di persone, non hai una strategia culturale. Da questo punto di vista credo che questa amministrazione abbia toccato uno dei punti più bassi”.

Giancarlo Gabbianelli, Chiara Frontini e Raffaele Strocchia

Giancarlo Gabbianelli, Chiara Frontini e Raffaele Strocchia


Come dovrebbe essere organizzata, invece, la politica culturale?
“Il settore culturale necessita di strumenti più flessibili rispetto a quelli ordinari di un’amministrazione, fatti di bandi e procedure, ma soprattutto di un settore completamente dedicato e di una figura politica che eserciti un vero coordinamento. Questo è mancato”.

Come giudica quindi l’operato dell’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi?
“Il mio giudizio è completamente negativo. È mancata una visione complessiva a lungo termine e soprattutto un coordinamento, un filo rosso. Sarebbe stato importante dare un’impronta precisa. Poteva essere condivisibile o meno e ne avremmo discusso, ma qui secondo me è mancata proprio l’idea”.

Tornando al candidato. Siete disponibili a sostenere anche una persona che non appartenga alla Lega?
“Sicuramente, assolutamente sì. Siamo disponibili a sederci al tavolo con la massima apertura per individuare la figura migliore che possa veramente amministrare Viterbo come merita. Dovrebbe essere anche una figura capace di riunire la città”.

Perché sottolinea la necessità di “riunire” Viterbo?
“Perché un altro aspetto che critico molto alla sindaca Frontini è quello di essere stata capace, in cinque anni, di frammentare la città, di spaccarla. Non era facile, eppure ci è riuscita. Quando vado nei quartieri, nelle associazioni e nei comitati noto divisioni dovute anche a un modo di porsi e di amministrare che considero non consono a un comune capoluogo”.

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La città si è divisa tra amici e nemici.
“È proprio questo che intendo. E mi spingo oltre. Un’amministrazione deve ascoltare tutti. Quando sei eletto sindaco, quando fai l’assessore o il consigliere comunale, rappresenti un’istituzione e devi essere il sindaco, l’assessore o il consigliere di tutti i cittadini. Purtroppo credo che negli ultimi anni questa mentalità sia venuta meno”.

Lei collega questa critica anche alla cosiddetta “cena dei veleni”?
“Sì. Io faccio l’avvocato e sono garantista per natura, quindi non voglio entrare nell’aspetto giudiziario della vicenda, che compete esclusivamente alla magistratura. Ma posso valutare politicamente e sotto il profilo dell’opportunità le espressioni che si sono sentite durante quella cena. Mi è rimasta impressa una frase del tipo: ‘”Bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame”. È esattamente il contrario del modo in cui, a mio avviso, deve comportarsi un’amministrazione”.

Secondo lei Frontini ha anche beneficiato del lavoro delle amministrazioni precedenti?
“Sì. Ha avuto l’occasione di disporre di una pioggia di finanziamenti anche grazie al fatto che qualcuno prima di lei aveva una visione strategica dello sviluppo cittadino, aveva partecipato a bandi, li aveva vinti e aveva ottenuto risorse che poi sono state spese durante il suo mandato”.

E l’attuale amministrazione non ha fatto altrettanto?
“Non mi risulta che il comune di Viterbo abbia partecipato a grandi progetti ottenendo, in questa fase, una quantità di finanziamenti destinati a essere spesi negli anni successivi paragonabile a quella ricevuta. E questo potrebbe diventare un problema per chi si troverà ad amministrare dopo”.

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini


Ombre Festival, come valuta in particolare la serata con Chiara Frontini e l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli?
“Ripeto: Ombre Festival, per quanto mi riguarda, ha molti aspetti positivi. Quella serata, però, è diventata una passerella elettorale per la sindaca Frontini e, secondo me, avrebbe dovuto evitarla, anche perché parliamo di un festival sovvenzionato dalla stessa amministrazione”.

Il comune ha stanziato 50mila euro.
“Ed è proprio per questo che non ne faccio una colpa al festival, ma a chi amministra. Non so chi abbia proposto o voluto quella serata, ma ritengo che un sindaco, nel rispetto dell’istituzione che rappresenta, avrebbe dovuto evitare una situazione del genere. E nel corso del festival c’è stata anche una presenza molto forte degli assessori”.

C’è un’altra contraddizione che rimprovera alla sindaca?
“Più di una. Credo sia un sindaco in contraddizione con sé stessa. Ha portato avanti per dieci anni battaglie che, una volta arrivata ad amministrare, ha puntualmente disatteso”.

A che cosa si riferisce?
“Per esempio agli stipendi degli amministratori. Io non sono uno di quelli che sostiene che siano troppo alti. Chi ricopre ruoli di responsabilità deve avere compensi adeguati. Ma se per dieci anni hai parlato della riduzione del 30% delle indennità e dell’abolizione del gettone di presenza dei consiglieri comunali, che parliamo di poche decine di euro a seduta, poi quando governi devi fare i conti con quello che hai sostenuto in precedenza. È una questione di coerenza. Non puoi accettare un remunerazione aumentata fini a 10mila euro lordi al mese”.

E l’altra contraddizione?
“Per anni si Frontini è presentata come avversa alla politica e ai partiti. Poi di quella politica ha beneficiato in termini di finanziamenti e oggi con quella politica stringe accordi. Da una persona che è sostanzialmente una mia coetanea e che per dieci anni ha detto che non avrebbe mai fatto determinate cose, non me lo sarei aspettato”.

Qual è invece il suo giudizio sulla gestione del centro storico e delle frazioni?
“Negativo. Il centro storico e le frazioni sono stati sostanzialmente abbandonati. Ricordo le promesse fatte nelle frazioni durante la campagna elettorale. Ci sono ancora esigenze molto semplici alle quali non è stata data risposta. E nel centro storico non vedo una strategia complessiva”.

Viterbo - Centro storico

Viterbo – Centro storico


Qual è la proposta della Lega per il centro storico?
“Il nostro programma prevede cinque colonne portanti: politiche abitative, commercio, sicurezza, decoro e poi manifestazioni, eventi e cultura. Sono cinque pilastri che devono essere affrontati insieme”.

Alla sindaca viene però riconosciuta dall’Udc una certa capacità politico-amministrativa.
“Io non condivido questa valutazione. Bisogna capire cosa intendiamo per capacità politico-amministrativa. Se parliamo della capacità di fare accordi per essere ricandidati o della capacità comunicativa, possiamo discuterne. Ma io sono pragmatico: quali sono le scelte politiche, i fondi e gli interventi messi in campo da questa amministrazione sul decoro urbano, sulla sicurezza, sul rilancio del centro storico e sulla manutenzione delle frazioni? È questo che mi interessa”.

Domanda secca per essere chiari: se alla fine il centrodestra decidesse di candidare Chiara Frontini, voi che fareste?
“Ho letto anche le dichiarazioni di Luigi Buzzi e vedo che neppure per Fratelli d’Italia è un’ipotesi sul tavolo, e questo mi fa piacere. Dopodiché, se qualcuno dovesse indicare l’attuale sindaca Chiara Frontini come candidato del centrodestra, noi non potremmo essere della partita. Mi sembra ovvio per una questione di coerenza politica e soprattutto per il giudizio negativo sugli anni appena trascorsi”.

Umberto Fusco e Roberto Vannacci

Umberto Fusco e Roberto Vannacci


Alle prossime comunali potrebbe esserci anche la variabile di Futuro nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che proprio dalla Lega ha sottratto una parte del proprio spazio politico. Come valuta questa nuova formazione?
“Devo ancora capire bene come si stia delineando. Mi sembra una forza di centrodestra che in questo momento sta facendo più una politica di attacco verso quelli che dovrebbero essere i suoi alleati naturali che una politica di costruzione comune”.

Potrebbe comunque essere un interlocutore della coalizione anche a Viterbo?
“Lo valuteremo quando presenteranno una situazione definita. Ad oggi, sinceramente, non la vedo ancora. Anche a livello viterbese la situazione mi sembra ancora da costruire. Quando sarà definita, si parlerà con tutti e bisognerà capire se ci sono convergenze sui programmi e sulle idee”.

Quindi nessun pregiudizio neanche nei loro confronti?
“Noi non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno, tranne che nei confronti del sindaco uscente. Questo voglio dirlo chiaramente. Per me, più che un politico o un amministratore, Frontini è stata una gestitrice e, a mio giudizio, non ha fatto bene nemmeno quello. Il mio giudizio è totalmente negativo”.

Un’ultima domanda che oggi assume purtroppo un significato diverso. È diventata quasi un cult per capire come non funziona il giornalismo asservito al potere, ma ci permette anche di ricordare un pezzo della città. Proprio ieri è morto Giggi, Roberto Baldini: lei preferisce il kebab o l’hot dog da Giggi?
“Senza ombra di dubbio l’hot dog. E questa domanda mi emoziona davvero. Quel posto l’ho frequentato tantissimo e l’intuizione geniale di Giggi Baldini fu quella di portare a Viterbo, già negli anni Novanta, un prodotto di cui allora si cominciava appena a parlare, facendolo però completamente a modo su: la pizza al taglio”.

Che ricordo ha di Giggi?
“Quando chiedeva ‘che ci vuoi dentro l’hot dog?’, in realtà conosceva già la risposta, perché tutti gli dicevano: ‘Gigi, mettici tutto’. E lui era contentissimo. Lo ricordo con tantissimo affetto. Le mie più sentite condoglianze vanno a tutta la famiglia. So che molti di loro lavorano ancora nel settore, sono imprenditori stimati e hanno fatto la storia di Viterbo. Spero che questa storia continui”.

Carlo Galeotti


Articoli: Gianfranco Proietti (Udc) : “Chiara Frontini ha dimostrato capacità politica e amministrativa” – Luigi Buzzi (Fratelli d’Italia): “Chiara Frontini non è il nostro candidato sindaco…” – Giovanni Donzelli (FdI): “Lavoreremo per un centrodestra unito e sul candidato sindaco non pianteremo bandierine di partito”


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