Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E fu così che gli interrogativi di Tusciaweb e dei comuni cittadini sulla ricomparsa della scritta fascista nella facciata del liceo Mariano Buratti rimasero sospesi, senza una risposta.
La stasi ferragostana ha lasciato l’opinione pubblica attonita davanti alla “Casa del Balilla” in un grottesco attendendo Godot di risposte che come nella piece teatrale di Samuel Beckett, non arriveranno mai.
Viterbo – Il liceo Mariano Buratti
Anche dopo significative manifestazioni di dissenso sulla ricomparsa della scritta, non sono giunte risposte di sorta sull’effettiva esistenza anche in epoca fascista di tale iscrizione.
A parte la malcelata celebrazione di un periodo storico che la nostra Repubblica ha sconfessato, detonalizzare vorrebbe dire in realtà dare tono, se tale scritta non è mai stata leggibile a memoria di studenti e insegnanti.
Se una scritta vale l’altra, su una facciata di un edificio pubblico, c’è il rischio che un giorno potremmo vedere comparire, come esito di eventuale restauro, sull’entrata del Buratti, la scritta che è stata cancellata sulla facciata della chiesa di San Faustino.
Come si suol dire “mala tempora currunt” per la memoria storica.
Emanuel Alison Flamini
