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“Da due anni vietato usare l’acqua a Castiglione per l’arsenico, ma nelle fontanelle pubbliche non c’è alcun avviso…”

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Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina – Riceviamo e pubblichiamo – A Castiglione in Teverina è in vigore da oltre due anni, senza interruzioni, un’ordinanza sindacale che vieta l’utilizzo dell’acqua per uso alimentare, a causa del superamento dei limiti di legge relativi alla presenza di arsenico. Il divieto riguarda l’intero territorio comunale, frazioni comprese, e, in alcuni casi, anche abitazioni situate nel territorio del Comune di Orvieto ma servite dalla medesima rete idrica.

L’arsenico, è una sostanza altamente tossica, classificata come cancerogena. Il superamento dei limiti previsti dalla normativa espone quindi chi utilizza l’acqua a fini alimentari a potenziali rischi per la salute.

Eppure, ancora oggi, presso almeno tredici fontanelle pubbliche situate in varie zone del centro abitato, non risulta affisso alcun avviso che segnali il divieto di utilizzo dell’acqua per bere o per uso alimentare. Di conseguenza, l’acqua continua a essere prelevata quotidianamente da bambini che giocano o transitano nelle vicinanze, nonché da camminatori e visitatori che percorrono il Cammino dei Tusci e che potrebbero ignorare la situazione.

Dopo che il locale “Comitato NO Arsenico” aveva segnalato la questione in un post pubblicato nel settembre 2025, un cittadino ha inviato, in data 1° giugno scorso, una segnalazione/esposto tramite pec ai carabinieri di Castiglione in Teverina, alla Compagnia Carabinieri di Montefiascone, alla Questura di Viterbo, alla Prefettura di Viterbo, alla Provincia di Viterbo, all’ATO1 Lazio Nord, a Talete S.p.A., alla Regione Lazio – Assessorato ai Lavori Pubblici, competente in materia di risorse idriche, e, per conoscenza, al Comune di Castiglione in Teverina.

Nella segnalazione veniva evidenziata la mancata affissione di avvisi di non potabilità presso almeno tredici fontanelle pubbliche.

In risposta, il 17 giugno, il comune di Castiglione in Teverina comunicava via PEC alla Prefettura di Viterbo la data del trasferimento del servizio idrico a Talete S.p.A. Tuttavia, nella comunicazione veniva indicata una data errata: 1° aprile anziché 1° agosto 2025.

Nella stessa nota il comune chiedeva a Talete di fornire le targhette da apporre sulle fontanelle indicate nella segnalazione. Una richiesta che lascia perplessi, considerando che per tredici mesi il gestore del servizio idrico era stato lo stesso Comune e che il problema della mancata segnalazione risultava già esistente.

La pec era indirizzata anche al segnalante. La vicenda, però, non si è conclusa. In seguito alle osservazioni formulate di persona dal segnalante il 1° luglio presso l’Ufficio Tecnico, al responsabile dell’Area Tecnica del comune di Castiglione in Teverina, è stata inviata una nuova comunicazione via PEC agli stessi destinatari: prefettura di Viterbo, segnalante e Talete S.p.A.

In tale comunicazione, il comune dichiarava che, vista la mancata risposta di Talete in merito alla fornitura delle targhette, avrebbe provveduto “nei prossimi giorni” ad apporre idonei avvisi presso le fontanelle, fino al completo ritorno alla potabilità dell’acqua. Nella medesima nota veniva finalmente indicata anche la data corretta del trasferimento del servizio idrico a Talete.

La questione era quindi risolta? No.

A distanza di un mese da quel “nei prossimi giorni”, presso le fontanelle pubbliche non risultano ancora affissi avvisi di non potabilità. Eppure, la tutela della salute pubblica dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni chiamate a garantirla.

A Castiglione in Teverina, invece, sembra di trovarsi di fronte a un vero e proprio muro di gomma.

Ai lettori la sentenza.

Marco Damiani


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