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Trasporto della macchina, due “sollevate e fermi” per ricordare il 1946 e Armonia Celeste

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Viterbo - Santa Rosa - Il raduno all'Unione - Aspromonte e Mecarini

Viterbo – Santa Rosa – Il raduno all’Unione – Aspromonte e Mecarini

Viterbo – Due “sollevate e fermi” per rendere omaggio a due date che hanno segnato la storia del trasporto. Il primo sarà eseguito a piazza Fontana Grande, per ricordare la ripartenza della macchina il 3 settembre 1946, dopo cinque anni di stop imposti dalla guerra al trasporto della macchina. Il secondo davanti al santuario di Santa Rosa, nel quarantesimo anniversario del 3 settembre 1986, quando Armonia Celeste rischiò di cadere sulla folla.

Il trasporto di quest’anno sarà dedicato alla pace e alle due ricorrenze. A spiegarne il significato sono il presidente del sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte. Nell’intervista si parla anche delle dediche, dell’attenzione del sodalizio oltre le mura della città, delle pastiglie Leone e di un’edizione record delle cene dei facchini.

Mecarini, quali sono le ricorrenze a cui è dedicato il trasporto?
“Quest’anno ricorrono ottant’anni dalla ripresa del trasporto – dice Massimo Mecarini -. Dopo cinque anni di stop per il secondo conflitto mondiale, il 3 settembre 1946 la macchina tornò a percorrere l’itinerario del trasporto, partendo però da piazza Fontana Grande. Il secondo anniversario riguarda il 3 settembre 1986, quando Armonia Celeste rischiò di cadere davanti alla gradinata della chiesa di Santa Rosa. Celebriamo questi due momenti in modo particolare”.


Capofacchino Aspromonte, come si svolgeranno i due momenti?
“Arrivati a piazza Fontana Grande fermeremo la macchina sui cavalletti – spiega Luigi Aspromonte – e, una volta fermi, chiederò ai facchini di fare un ‘sollevate e fermi’, per innalzare la macchina e Santa Rosa al cielo. Sarà il segno di riconoscimento per la ripartenza dopo cinque anni di stop. Faremo la stessa cosa all’arrivo al santuario: fermerò la macchina sui cavalletti e farò un altro ‘sollevate e fermi’, per ricordare ciò che non accadde nel 1986”.

Presidente, quest’anno le dediche sono particolarmente significative e sembrano guardare anche oltre le mura di Viterbo.
“Le dediche riguardano i facchini e i personaggi importanti per il territorio di Viterbo scomparsi nell’ultimo anno – osserva Mecarini -. Abbiamo dedicato una girata anche a due persone particolari: l’ex sindaco di Roma Luigi Petroselli e Pietro Rossi, l’unico garibaldino di Viterbo, scomparso 150 anni fa. Per Petroselli ricorre il quarantacinquesimo anniversario dell’anno in cui venne eletto sindaco di Roma. Su suggerimento di noti intellettuali abbiamo voluto dedicare una girata anche a Pietro Rossi”.

Le pastiglie Leone con il sodalizio, i facchini e Santa Rosa in questi giorni stanno avendo grande successo.
“È qualche mese che il progetto va avanti – racconta Mecarini -. Un ragazzo che si occupa del merchandising dell’azienda ci ha chiesto di utilizzare il nostro logo, l’immagine della macchina, la divisa del facchino portamacchina e la rosa. Sono così uscite tre scatolette diverse, simpatiche e belle, che danno un tocco in più alla festa”.

Capofacchino, la dedica alla pace, condivisa anche con il vescovo Orazio Francesco Piazza, richiama il sentimento che si vive durante il trasporto.
“Santa Rosa è una cosa che sta nel sangue di tutti – afferma Aspromonte -: dei facchini e, penso, anche dei viterbesi. È intoccabile. Dà segno che è sopra i tetti e interviene sempre. Con lei sulle spalle non abbiamo paura di niente”.

L’anno scorso il trasporto si svolse con le luci accese. Che appello rivolge ai viterbesi?
“L’anno scorso è andata bene – ricorda Aspromonte -. Alla partenza, quando ho dovuto dire che il trasporto si sarebbe fatto con le luci accese, ci fu qualche fischio perché non si sapeva cosa stesse succedendo. Ma in tutte le piazze ho visto che i viterbesi sono attaccati ai facchini e alla macchina di Santa Rosa. Devono essere tutti un sentimento”.

Presidente, anche le cene dei facchini stanno segnando numeri mai visti.
“È un’edizione da record, per presenze, derrate consumate e incassi – sottolinea Mecarini -. I costi sono lievitati e il margine sarà ridotto, ma confidiamo sempre nel buon cuore dei viterbesi. Si dice tanto male dei viterbesi, ma hanno un cuore veramente grande”.

Capofacchino, un ringraziamento conclusivo.
“Il merito è soltanto dei viterbesi – conclude Aspromonte -, che contribuiscono a regalare un sorriso a chi ne ha bisogno”.

E insieme, presidente e capofacchino, concludono: “Evviva i facchini di Santa Rosa. Evviva Santa Rosa”.


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