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Viterbo – Controlli dei carabinieri nel Viterbese, denunce, patenti ritirate e sequestri di droga nel fine settimana.
“Nel fine settimana del primo e 2 agosto – fanno sapere i n una nota i carabinieri – i controlli straordinari del territorio effettuati dai carabinieri della compagnia di Tuscania nei comuni di Tuscania, Tarquinia, Montalto di Castro e Ischia di Castro si sono conclusi con denunce a piede libero, ritiri di patente e sequestri di stupefacenti.
Durante i controlli stradali a Tuscania, i carabinieri hanno denunciato un automobilista per guida in stato di ebbrezza, ritirandogli la patente. I militari della locale stazione sono intervenuti a seguito di un incidente con feriti, accertando che il conducente aveva un tasso alcolemico di 1,06 g/l e che il veicolo era privo di assicurazione.
Nel corso dei controlli, i carabinieri hanno segnalato alle competenti prefetture cinque persone per possesso di stupefacenti a uso personale.
A Montalto di Castro, i militari dell’aliquota radiomobile di Tuscania hanno fermato un automobilista con 0,4 grammi di Mdma, ritirandogli la patente, e un altro soggetto con 3,7 grammi di hashish e uno spinello. A Ischia di Castro, invece, la locale stazione ha segnalato un giovane trovato con 1,85 grammi di hashish. L’attività di vigilanza è proseguita a Tarquinia, dove l’Aliquota Radiomobile di Tuscania ha fermato un automobilista con 0,3 grammi di hashish, ritirandogli immediatamente la patente. A Tuscania, gli stessi militari hanno poi controllato e segnalato un soggetto trovato in possesso di 0,6 grammi di cocaina.
Tutte le sostanze stupefacenti rinvenute sono state sottoposte a sequestro. Le patenti di guida ritirate si trovano attualmente depositate presso i Comandi operanti in attesa dei provvedimenti amministrativi definitivi. I reparti che hanno proceduto hanno informato le autorità giudiziarie e amministrative competenti.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
