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“La nostra città non può permettersi di essere associata a messaggi di odio e divisione”

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Viterbo - Piazzale Gramsci - Lo striscione Remigrazione

Viterbo – Piazzale Gramsci – Lo striscione Remigrazione

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In una città come la nostra, segnata da una cronica assenza di sviluppo economico e di opportunità lavorative, la comparsa di striscioni con slogan divisivi è il simbolo di una retorica acchiappa-voti vuota e strumentale. Ancor più grave è l’inerzia delle istituzioni locali. L’intimazione sottoscritta dai liberi cittadini di Viterbo, ha preso una posizione ferma nei confronti dell’amministrazione comunale, diffidandola ad attuare un’ordinanza attesa da tutti: la rimozione di uno striscione abusivo e provocatorio.

Questo striscione, promosso dalla destra estremista di CasaPound, non solo offende la sensibilità dei cittadini di Viterbo, ma rappresenta un affronto al bene comune. La presenza di un messaggio del genere rispecchia una certa cultura dell’intolleranza che va assolutamente combattuta. Da un lato si utilizzano i lavoratori stranieri per le mansioni più gravose e fondamentali per la nostra economia, come la raccolta nei campi; dall’altro, quando serve un capro espiatorio per coprire il fallimento delle politiche sociali, si sbandierano slogan identitarie.

La nostra città non può permettersi di essere associata a messaggi di odio e divisione. La scritta in questione, infatti, danneggia non solo l’immagine pubblica dell’Amministrazione, ma ma anche quella di ogni singolo abitante, il quale merita di vivere in un ambiente che promuova la tolleranza, la coesione e il rispetto reciproco. Le parole hanno un peso come nel caso del liceo Buratti.

I nostri compagni hanno sottoscritto singolarmente la Diffida e non può di certo mancare il nostro sostegno come Circolo di Rifondazione Comunista di Viterbo, questo non è un atto di confronto politico, ma una chiamata all’azione per tutti coloro che credono in una società inclusiva e rispettosa delle differenze. È fondamentale che la nostra città possa tornare ad essere un luogo dove la pluralità delle idee possa coesistere senza ulteriori provocazioni.

Chiediamo un sussulto di dignità istituzionale: le autorità diano seguito immediato agli atti amministrativi e l’intera politica cittadina smetta di inseguire propaganda divisiva, concentrandosi sui veri problemi dei cittadini, dal lavoro ai servizi sociali.

Irene Massimi
Segretaria Circolo Rifondazione Comunista/Sinistra Europea


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