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Viterbo – Scontro fra la sindaca Chiara Frontini e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Rosario Sorge – Carissimo direttore Carlo Galeotti, volevo semplicemente congratularmi con lei, per l’articolo riguardante la sindaca Frontini e le sue lezioni di giornalismo e di etica. Finalmente qualcuno che non ha peli sulla lingua.
È arrivato il momento di finirla, sta distruggendo Viterbo in ogni suo aspetto, anche in quello sportivo.
La ringrazio per quanto sta facendo, le mando i miei più cordiali saluti.
Rosario Sorge
– Carlo Galeotti: Cara sindaca Frontini, le lezioni di giornalismo e di etica le faccia a qualcun altro
Egregio Rosario Sorge, la ringrazio per le sue parole.
Non è una questione solo di avere o non avere peli sulla lingua. È una questione di stato di diritto. Di democrazia. Di diritto di cronaca e del dovere di raccontare i fatti, anche quando questi non piacciono a chi amministra la città. A chi gestisce il potere come comando. E pensa di poter avere un potere assoluto, non riconoscendo i fondamenti dello stato di diritto e della vita democratica.
Alla sindaca Chiara Frontini e ai suoi sodali mi piace ricordare la sentenza della Corte suprema americana: “La stampa non è destinata a servire coloro che governano, bensì quelli che sono governati”. Sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti, resa famosa da uno dei grandi film americani sul giornalismo, The Post, diretto da Steven Spielberg, con una strepitosa Meryl Streep e un ottimo Tom Hanks.
La sindaca Chiara Frontini può non condividere e criticare un articolo. Può contestarlo. Può replicare. Ma non può impartire lezioni di giornalismo, di etica e di morale a chi fa il proprio lavoro. Soprattutto quando quelle lezioni arrivano da chi, nel corso degli anni, come dice lei, ha distrutto la città.
Cena dei veleni – Cavini: “Bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame”
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Chi ha dato vita alla cena dei veleni e, per quella cena, è imputata per minaccia aggravata – al di là dell’esito penale, che sarà stabilito dalla magistratura – non ha una cattedra così alta dalla quale possa impartire lezioni di alcun tipo. Chi ha tradito quello che definiva civismo, con l’accordo con Forza Italia, non può dare lezioni né di etica né di politica alta. Può dare lezioni di cieco carrierismo, che punta al sodo: rinnovare per cinque anni la carica, non per progettare il futuro della città, ma per percepire mensilmente quasi diecimila euro lordi, a carico dei cittadini.
Ora Frontini si accinge a buttare a mare quelli che ama chiamare “scappati di casa”: la sua maggioranza, militanti di Viterbo 2020, ammesso che esista ancora il movimento, consiglieri e assessori. Si prepara a buttare a mare assessori e consiglieri chiaramente destinati alla trombatura elettorale. Tutti gli scappati di casa sono destinati a tornare a casa. Tutti gli scappati di casa sono destinati a non essere rieletti né nominati.
Un intero gruppo dirigente destinato a essere scaricato. Buttato a mare senza nessuna preoccupazione e cautela. In ballo ci sono la carriera politica della sindaca e diecimila euro al mese. Ci mancherebbe. Cose serie.
Sia che la sindaca sia candidata solo con Forza Italia, sia che, cosa del tutto incredibile, sia candidata del centrodestra, una cosa è certa: gli scappati di casa tornano a casa. E dovranno spiegare alla città i danni fatti in cinque anni dall’amministrazione Frontini.
La sindaca gioca invece in un gioco in cui può solo vincere. Se venisse rieletta, che Dio ci protegga, torna a guadagnare diecimila euro lordi al mese. In caso contrario, Forza Italia, come è normale nei partiti, la nominerà da qualche parte. Lo stipendio è comunque garantito. E gli altri? Ma che se ne frega degli altri, vien da dire. Sono scappati di casa.
La fuga dalla nave che affonda è cominciata da tempo. E all’inizio la scelta era per ragioni ideali. Marco Bruzziches, eletto nella maggioranza, è uscito e ha lasciato il progetto. Poi è andata via Letizia Chiatti, ex presidente del consiglio comunale e tra coloro che avevano contribuito a creare Viterbo 2020. Anche lei ha abbandonato la maggioranza, dichiarando apertamente di non riconoscersi più nel progetto politico di Chiara Frontini.
Fabio Cavini: “Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Non due episodi marginali. Due segnali. Due crepe profonde. Iniziali.
Ora, con l’accordo con Forza Italia, la certezza è che Viterbo 2020 venga definitivamente buttata a mare. Che il movimento civico nato per presentarsi come alternativa ai partiti venga assorbito, svuotato e ridotto a nulla. A proposito, quando è stata fatta l’ultima riunione del movimento per decidere qualcosa?
Gli assessori, i consiglieri, i militanti, gli eletti di Viterbo 2020. Quelli che hanno raccolto preferenze, fatto campagna elettorale, difeso la giunta e consentito a Frontini di arrivare a palazzo dei Priori. Hanno ormai la certezza, tutti o quasi, di essere trombati politicamente. Gli “scappati di casa” torneranno a casa. Non perché abbiano rinnegato il progetto, ma perché il progetto sembra ormai non servire più alla carriera della sindaca. Per capire come stanno le cose basta vedere il voluminoso depliant diffuso dalla sindaca che riporta tutti i magnifici risultati ottenuti dalla sua amministrazione. Unica presenza la sindaca Frontini. E gli altri? Desaparecidos.
Per Frontini, invece, si aprirebbe un’altra strada, se vincesse le elezioni: altri cinque anni da sindaca, con l’indennità da quasi diecimila euro lordi al mese pagata dai cittadini, e poi il possibile salto verso provincia, regione o parlamento. Se succede un miracolo. Forza Italia come trampolino. Il centrodestra come approdo. Una carriera politica personale costruita sulle macerie di Viterbo 2020 e sulle macerie della città. In alternativa, Forza Italia le troverà uno strapuntino ben pagato. Come accade in tutti i partiti.
E allora si iniziano a vedere esponenti e sodali che vogliono scendere dalla nave che affonda. Prendono le distanze, almeno quelli che hanno un minimo di esperienza politica e non vogliono condividere la catastrofe. Quelli che non hanno portato il cervello all’ammasso. Come vede, il futuro di Frontini è roseo in ogni caso. Quello della città e di chi l’ha sostenuta un po’ meno.
Carlo Galeotti
– Carlo Galeotti: Cara sindaca Frontini, le lezioni di giornalismo e di etica le faccia a qualcun altro
