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Lavori al classico, nei documenti iniziali nessuna traccia della scritta “Casa del Balilla”

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Viterbo – Quando e con quale atto è stata decisa la ricreazione della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti? La domanda nasce dall’esame della documentazione reperibile online relativa ai lavori.

Liceo classico Mariano Buratti - L'edificio il giorno dell'inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell'Opera nazionale Balilla - Nel riquadro Margherita Eichberg

Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio il giorno dell’inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell’Opera nazionale Balilla – Nel riquadro Margherita Eichberg


Nell’autorizzazione dell’11 luglio 2025, firmata dalla soprintendente Margherita Eichberg e dall’architetta Federica Cerroni, si prescrivono tinte a calce, campionature, presenza di un restauratore, controlli e autorizzazione preventiva per eventuali variazioni. Ma della scritta fascista non c’è alcun cenno.

La stessa assenza si ritrova nella perizia di variante. Il documento descrive il recupero delle facciate, le puliture, le rasature, le tinteggiature e il restauro delle parti lapidee, senza mai indicare la ricostruzione o la rimessa in evidenza della dicitura “Casa del Balilla”.

Neppure il computo metrico contiene una lavorazione specifica dedicata all’iscrizione. Sono contabilizzati migliaia di metri quadrati di interventi sulle facciate, ma non il restauro o la ricreazione della scritta.

È un elemento significativo.

Se la scritta fosse stata davvero così evidente e leggibile a occhio nudo, come sostiene successivamente la soprintendenza, sarebbe difficile spiegare perché non venga menzionata né dai tecnici della provincia né dalla stessa soprintendenza nei documenti iniziali.

Quegli atti parlano dettagliatamente di degrado, superfici, coloriture, saggi e materiali storici. Ma non della scritta.

L’inferenza più plausibile è che la sua individuazione e la decisione di renderla nuovamente visibile siano maturate soltanto durante l’esecuzione dei lavori, dopo i saggi stratigrafici e le prove cromatiche.

Il preventivo del restauratore Emanuele Ioppolo prevedeva otto saggi stratigrafici, sei prove di colore e una relazione tecnica finale con i risultati delle indagini.

È proprio quella relazione che dovrebbe chiarire quali lettere fossero realmente conservate, quanta parte fosse leggibile, quanta sia stata integrata e chi abbia deciso di trasformare una traccia in una scritta nuovamente visibile sulla facciata.

Finora, nei documenti iniziali disponibili, quel passaggio non emerge. La scritta compare alla fine, ma negli atti di partenza non c’è.

La sensazione, a questo punto, è che la soprintendenza abbia rilasciato autorizzazioni e impartito indicazioni o a occhi chiusi oppure senza avere piena conoscenza del manufatto da restaurare e manutenere. Perché, se la scritta era davvero così evidente, non averla mai citata nei documenti iniziali è difficile da spiegare. E se invece non era evidente, diventa ancora più urgente capire quali metodologie, a dir poco bislacche, siano state adottate dalla soprintendenza per arrivare alla decisione di ricrearla.

Carlo Galeotti


 – Casa del Balilla sul Buratti, una sciatta e illogica lettera per difendere un intervento indifendibile di Carlo Galeotti


Il testo integrale dell’autorizzazione ai lavori della soprintendenza

Ministero della Cultura
Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale

Alla
Soprintendenza Speciale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
ss-pnrr@mailcert.cultura.gov.it

e p.c.
Provincia di Viterbo
provinciavt@legalmail.it

Risposta a nota MIC_SABAP-VT-EM|07/07/2025|0011028-A

Oggetto: P.N.R.R. – M4C1I3.3. Comune di Viterbo, Liceo Classico “M. Buratti” – Via Tommaso Carletti, 8 – Fg. 174 p.lla 528 – Interventi per manutenzione straordinaria e restauro conservativo facciate, con sostituzione di discendenti e pluviali in rame.
Autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del D.lgs 42/04 e s.m.i.
Richiedente: Provincia di Viterbo
AUTORIZZAZIONE CON PRESCRIZIONI

Visto l’art. 29 co.2 del D.L. 77/2021 modificato dall’art. 20 co. 1 del D.l. n.13/2023;

Vista la nota prot. MIC|MIC_SS-PNRR_UO3 23/05/2023|0008776-P;

Si trasmette per quanto di competenza il parere relativo al progetto meglio specificato in oggetto.

In riferimento all’oggetto ed alla nota richiamata a margine, esaminati gli elaborati grafici pervenuti in formato .p7m a firma digitale dell’arch. Mario Dinarelli;

Considerato che gli interventi proposti sono risultati compatibili con le esigenze di tutela del bene, questa Soprintendenza, per quanto di stretta competenza

AUTORIZZA

i lavori in parola, alle seguenti condizioni:

  1. che vengano impiegate esclusivamente tinte a calce e che vengano predisposte delle campionature delle coloriture da sottoporre alla competente Soprintendenza per la definitiva autorizzazione;
  2. che venga inserita la figura di un restauratore all’interno della composizione dell’Ufficio Lavori cui saranno delegate le funzioni di indirizzo operativo e sorveglianza delle lavorazioni di finitura e restauro di materiali storici e realizzazione delle necessarie.

Si specifica che:

Il funzionario architetto
Arch. Federica Cerroni

Il soprintendente
arch. Margherita Eichberg


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