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“Magal di Touba, una festa islamica… come quella di santa Rosa”

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Viterbo – “Magal di Touba, una festa islamica come quella di santa Rosa”. Lo dice Nabu Wade, tra le organizzatrici. Lo ripete Maguette Thiam. E Aicha, giovanissima, a sua volta confida che la madre durante una convalescenza ha sognato la santa viterbese e da quel momento tiene accanto a sé la sua immagine, sul suo comodino.

Nabu Wade

Nabu Wade


Magal di Touba, uno degli eventi religiosi più importanti della comunità senegalese, celebrato in tutto il mondo da milioni di persone. E lo scorso fine settimana anche a Viterbo, al campo di calcio del convento dei frati cappuccini al Murialdo. Una festa musulmana, con l’Islam che fa della Shahada il suo principale pilastro: la dichiarazione di fede in un Dio unico, Allah, e nel suo messaggero, Muhammed. Seguono poi la Salat, la preghiera rituale richiesta a ogni musulmano cinque volte al giorno per tutta la vita, la Zakat, ossia l’atto di donare una parte della propria ricchezza a chi ne ha bisogno una volta all’anno, il Sawm, vale a dire il digiuno durante il sacro mese di Ramadan, e infine l’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca richiesto almeno una volta nella vita, se il musulmano ne ha tuttavia le possibilità.

Viterbo - La festa islamica Magal di Touba

Viterbo – La festa islamica Magal di Touba


Connettere la figura di una santa cattolica come Rosa a un evento musulmano, è un dato antropologico al tempo stesso significativo e potente. Una struttura logica comune che viene a galla, come uno di quei relitti di cui parla, nella sua opera, l’antropologo Ernesto De Martino. Una costante che evidenzia un carattere di sistematicità che, in un preciso contesto etnografico di riferimento, si manifesta in molteplici forme. Dal sogno all’evento di condivisione. Dal modo di vivere e di pensare.

Da un lato Rosa. Dall’altro una festa islamica che, a sua volta, pone al centro un’altra figura come quella di Cheikh Ahmadou Bamba Mbacké, Khadīmu ‘l-Rasūl (servitore del messaggero). Con l’islam, va poi aggiunto, che vieta di associare Allah a chiunque altro, negando, dunque, tassativamente, l’idea stessa di santità. 

Maguette Thiam

Maguette Thiam


Due forme, inoltre, di monachesimo. Entrambe contrastate, e contrastanti, ai loro esordi. Francescanesimo e santa Chiara per Rosa (XIII secolo), la confraternita Muridiyya (XIX secolo), una delle più diffuse nell’Islam, per Cheikh Ahmadou Bamba, chiamato anche Serigne Touba. Dopodiché, a fare da terreno di incontro, e non è la prima volta, il convento dei cappuccini, corrente radicale del francescanesimo strettamente legata alla preghiera e alla cura di poveri e ammalati.

Bamba Niang

Bamba Niang


Santa Rosa, punto di riferimento per tante donne islamiche senegalesi. Così come lo è stata, e lo è, per tante donne viterbesi negli ultimi 9 secoli di storia.

“Serigne Touba è un salvatore – spiega Bamba Niang –. Ha salvato i musulmani, ha salvato l’Islam. Se non c’era lui non potevamo pregare da nessuna parte”. 

Omar Ndoye

Omar Ndoye


“Per la comunità senegalese, per noi muridi – sottolinea Omar Ndoye, 30 anni in Italia –, la festa di Magal è una giornata molto importante. Una festa di pace dove tutti sono accettati e accolti”.

Come viene organizzata? “Facciamo innanzitutto una raccolta fondi – risponde Ndoye –. Ciascuno  dà ciò che può. Scegliamo poi un luogo, contando sulla rete di contatti che abbiamo. Durante la festa c’è chi cucina e chi recita il Corano. E si va avanti così tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Una giornata speciale che ci permette anche di incontrarci tra di noi e le famiglie, perché spesso si pensa solo a lavorare e non cvi si vede per mesi”.

Viterbo - La festa islamica Magal di Touba

Viterbo – La festa islamica Magal di Touba


“Iniziamo a cucinare dalla mattina – continua Soda Seck –. Per preparare il pranzo, pollo con riso, carote e verdure, ci vogliono almeno tre ore. Poi dolci, bevande e caffè senegalesi”. 

La festa religiosa di Magal commemora quindi Ahmadou Bamba, fondatore della confraternita Mouride, nello specifico la partenza per l’esilio nel 1895 e la sua pacifica resistenza alla colonizzazione francese. Studioso, poeta e guida spirituale, Cheikh Ahmadou Bamba predicò un Islam pacifico. Un percorso sufi originale, che si basa sulla devozione al lavoro come atto di fede e sulla ricerca della perfezione spirituale. Serigne Touba compose migliaia di poesie e scritti religiosi noti come “Khassaides” che ancora oggi vengono recitati e cantati dai seguaci del Mouride.

Viterbo - La festa islamica Magal di Touba

Viterbo – La festa islamica Magal di Touba


Bamba, nato nel 1853 a Mbacké, in Senegal, visse sotto l’amministrazione coloniale francese che lo accusò di voler fomentare una ribellione contro i colonizzatori, deportandolo su un’isola nell’attuale Gabon. Da allora, ogni anno i muridi celebrano l’arresto come un atto di fede. 

Un ramo della confraternita è formato dai Bayefall, numerosi a Viterbo, praticano la religione islamica in forma non canonica, metabolizzandola in un processo di recupero e valorizzazione della tradizione spirituale senegalese, distaccandosi sia dall’Occidente che dalla cultura araba, parlando wolof senza francesismi e influenze linguistiche di altro genere. I Bayefall, dove Baye sta per padre e Fall è il cognome del fondatore, Cheikh Ibrahima Fall, si basano sulla solidarietà. Il contributo di ognuno è infatti decisivo per realizzare opere d’importanza sociale. Le somme di denaro raccolte sono gestite dal gruppo, attraverso una tesoreria comune o da un marabutto, guida spirituale di particolare importanza, attorno al quale gravita l’intera vita comunitaria.

Mbandji Nguirane

Mbandji Nguirane


La comunità senegalese a Viterbo conta 212 persone, 188 uomini e 24 donne. La seconda comunità africana della città. In tutta la Tuscia sono invece 470, 377 uomini e 93 donne. Per lo più braccianti e ambulanti. 

Tra i giovani senegalesi di Viterbo, sull’onda dell’Asfa-Uila, è nata inoltre una squadra di calcio allenata da Mbandji Nguirane. “Per divertirci – commenta Nguirane –, stare insieme, giocare, confrontarci”. 

Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Viterbo alla Magal di Touba

Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Viterbo alla Magal di Touba


Alla festa di Magal di domenica scorsa anche Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Viterbo, il sindacato degli operai agricoli. 

“Siamo qui – fa notare Biagioli – perché siamo tra amici e lavoratori, una festa che ci appartiene, insieme alla nostra gente”.

Daniele Camilli


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