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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione, leggo la risposta del signor Arnaldo De Iuliis e noto con rammarico come si stia intenzionalmente sviando il fulcro della segnalazione. Nessuno mette in dubbio la buona volontà sulla pulizia, ma la risposta ignora del tutto il vero problema: la progressiva privatizzazione di uno spazio pubblico e la negazione del diritto di accesso agli altri cittadini.
Vorrei rendere ben chiaro il cuore della vicenda: l’ammissione di aver posizionato sedie e tavolini personali conferma esattamente la mentalità di chi considera uno sgambatoio comunale come il prolungamento del proprio giardino di casa. Il problema non sono i fantomatici ragazzi della notte, ma quanto accade regolarmente dalle 20,00 in poi. Si crea una dinamica inaccettabile in cui chi fa parte della loro cerchia entra ed esce a piacimento, mentre tutti gli altri cittadini sono costretti a rimanere fuori ad aspettare per ore. Vedere arrivare in sequenza altri elementi del loro gruppo che accedono senza problemi, ignorando completamente chi è in fila da un’ora nella speranza di far fare due passi al proprio cane, è un atteggiamento irrispettoso e incivile. Un’area sgambamento funziona se c’è senso della comunità e rotazione, non se ci si insedia per 2 o 3 ore di fila impedendo a chiunque altro anche solo 10 minuti di utilizzo.
Ringraziare per la pulizia è doveroso, ma ricordare che il suolo pubblico appartiene a tutta la cittadinanza e non a un gruppo chiuso lo è ancora di più. Spero che questo chiarimento serva a far comprendere che basterebbe un minimo di empatia ed educazione civica per permettere a tutti di usufruire del servizio.
Federica Magini
Articoli: De Iuliis: “Noi teniamo in ordine l’area cani, ma vi capitano ragazzi e la situazione sfugge dal controllo” – Magini: “Area cani di via Madre Teresa di Calcutta trasformata in area pic-nic, impossibile far correre i nostri animali…”
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