Viterbo – Niente fondi ministeriali per gli interventi di adeguamento sismico di palazzo Santoro, sede della biblioteca degli Ardenti, e della scuola secondaria di primo grado Pietro Egidi. Le due istanze del comune di Viterbo, per complessivi 341.188,87 euro, si sono classificate quasi ultime, rispettivamente in posizione 7488 e 7489 su 7.874 richieste presentate a livello nazionale. Una doccia fredda per palazzo dei Priori, che contava su queste risorse per portare avanti due opere dal valore complessivo di 5 milioni e 860mila euro. Bene, invece, nella Tuscia il comune di Tessennano che ottiene 780mila euro.
Viterbo – Palazzo Santoro
Il fondo nazionale 2026, ripartito con un decreto del 13 luglio, serve a coprire le spese di progettazione per la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, strade e territori a rischio idrogeologico. Le richieste arrivate da tutta Italia ammontavano a oltre 1 miliardo e 378 milioni di euro, a fronte di 98 milioni disponibili. Sono state finanziate le prime 367 posizioni.
A stabilire l’ordine della graduatoria è stato un parametro legato ai bilanci comunali: il rapporto tra le somme effettivamente disponibili in cassa e il risultato di amministrazione dell’ente. Più alta era questa percentuale, migliore era la posizione ottenuta. Per Viterbo il valore era dello 0,46%, mentre per Tessennano, unico comune della provincia finanziato, raggiungeva il 3,54%.
Per palazzo Santoro l’amministrazione Frontini aveva chiesto 173.506,43 euro. L’opera complessiva, da 2 milioni e 360mila euro, prevede la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico e impiantistico dell’edificio di piazza Giuseppe Verdi. Il progetto nasce dalle infiltrazioni dalla copertura e dalle altre criticità che hanno portato alla chiusura temporanea della biblioteca degli Ardenti. Sono previsti lavori sugli impianti elettrici, di illuminazione, antincendio, antintrusione, riscaldamento e condizionamento.
Viterbo – L’istituto Egidi
Per la scuola Pietro Egidi la richiesta era invece di 167.682,44 euro, all’interno di un intervento da 3 milioni e mezzo. Dai sopralluoghi comunali sono emerse vulnerabilità sismiche e situazioni di sfondellamento di solai e controsoffitti. Il piano comprende anche il rinnovo degli impianti, la coibentazione delle coperture, la sostituzione degli infissi e la realizzazione di facciate ventilate.
Viterbo è comunque in buona compagnia: nella graduatoria figurano 107 interventi presentati da 40 comuni della provincia, tra cui Acquapendente, Bassano in Teverina, Bolsena, Calcata, Lubriano, Montefiascone, Onano, Orte, Tarquinia, Tuscania, Vetralla e Vignanello.
Come detto, l’unico comune viterbese finanziato è Tessennano, che con tre domande alle posizioni 280, 281 e 282 ha ottenuto complessivamente 780mila euro per progettare interventi contro il dissesto idrogeologico nei quadranti nord e sud e nell’area urbana.

