Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Crisi corilicola, bene l’interrogazione parlamentare, ma resta la forte amarezza per 5 anni di appelli inascoltati dalle istituzioni.
A nome mio e degli oltre 200 produttori di nocciole appartenenti all’A.S.T.A. (Associazione Spontanea per la Tutela degli Agricoltori), desidero esprimere un vivo e sentito apprezzamento per l’iniziativa dell’interrogazione parlamentare (n. 4-03282) rivolta al ministro dell’Agricoltura.
Un doveroso e sincero ringraziamento va ad Assofrutti per la tempestività con cui ha divulgato questa importante notizia, confermandosi cassa di risonanza fondamentale per le istanze del nostro settore. Desidero inoltre ringraziare l’onorevole Anna Bilotti, prima firmataria dell’atto, per la sensibilità e la concretezza dimostrate nel portare all’attenzione del parlamento una crisi che per le nostre aziende ha ormai raggiunto livelli drammatici e insostenibili. Tuttavia, come rappresentante di centinaia di famiglie e aziende agricole del territorio, è mio dovere evidenziare il profondo rammarico e l’amarezza con cui accogliamo questo passaggio.
Veniamo da cinque lunghi anni di crisi ininterrotta. Anni segnati da avversità climatiche estreme — gelate, siccità e temperature record — che hanno portato a perdite di prodotto drammatiche, con punte che nel Viterbese toccano il 90% del raccolto. In questo quinquennio noi agricoltori non siamo rimasti a guardare: abbiamo promosso incontri, alzato la voce e inviato continui e accorati appelli alle istituzioni a tutti i livelli, dal governo nazionale alla regione Lazio fino alla provincia di Viterbo.
A tutti questi livelli amministrativi ha governato e governa il centrodestra. Nonostante le nostre accorate richieste di aiuto, e nonostante le rassicurazioni puntualmente ricevute sia nel corso della legislatura sia durante le varie campagne elettorali, non abbiamo ottenuto alcun riscontro concreto. Alle parole e alle promesse non è seguito un solo intervento risolutivo.
La nostra condizione di crisi è rimasta del tutto invariata, lasciandoci soli ad affrontare costi di produzione sempre più elevati di fronte a raccolti quasi azzerati. Notiamo quindi con estremo rammarico che siamo dovuti arrivare al punto in cui è stata necessaria un’interrogazione parlamentare da parte delle forze di opposizione per accendere i riflettori su una realtà che chi governa il territorio conosceva benissimo, ma che ha colpevolmente scelto di ignorare.
Come A.S.T.A. ci auguriamo che di fronte a questo atto di ispezione il ministero rompa finalmente il silenzio, attivando un tavolo di confronto e conceda lo stato di crisi, per evitare l’abbandono delle nostre terre. Noi agricoltori non chiediamo elemosine, ma il rispetto e la tutela della dignità del nostro lavoro.
Fernando Monfeli
Presidente A.S.T.A.
