Caprarola – Una notte all’altezza delle stelle…
Oltre mille persone hanno scelto la notte di San Lorenzo per ritrovarsi sulle rive del lago di Vico, in località Scardenato, e assistere a una serata in cui musica, cultura, solidarietà e rispetto dell’ambiente hanno trovato un equilibrio riuscito. “Tandem – Il cielo è pieno di stelle”, organizzato da Tuscia in Jazz for Sla in collaborazione con l’Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico, ha trasformato lo scenario dell’area protetta in un grande teatro a cielo aperto.
Tuscia in jazz for Sla al lago di Vico
Ad aprire la serata è stato Italo Leali, ideatore e anima della campagna Tuscia in Jazz for Sla, con una intensa testimonianza sulla condizione di chi convive con la malattia e sulla necessità di continuare a sostenere la ricerca.
“La vostra presenza – ha detto Leali – è un segnale forte di speranza dopo l’inferno di indifferenza che, purtroppo, ancora oggi circonda questa malattia. In centocinquanta anni dalla scoperta della Sla, nessuna cura è stata trovata. Nessun progresso reale che possa fare sperare chi si ammala. E sapete perché? Semplicemente perché siamo pochi”.
Da qui il richiamo a non fermarsi alla solidarietà di una sera, ma a trasformare la partecipazione in un sostegno concreto alla ricerca. “Questa sera, per assistere a uno spettacolo di questo livello, avreste dovuto recarvi in una grande città e pagare un biglietto costoso. Noi del festival, insieme all’Ente Monti Cimini e alla Regione Lazio, ve lo offriamo gratuitamente, con la profonda convinzione che la vostra solidarietà saprà ripagare ogni sforzo fatto. Tra i tanti desideri che esprimerete guardando il cielo – ha aggiunto – riservatene uno a tutte quelle anime che vivono imprigionate dentro corpi feriti, tenute in vita soltanto dalla forza del cuore e della mente”.
Poi la musica. Sul palco Fabrizio Bosso alla tromba e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, protagonisti di un progetto dedicato alla musica di Pino Daniele. Non una semplice riproposizione dei brani, ma una rilettura del repertorio del cantautore napoletano, scomparso nel 2015, attraverso la sensibilità jazzistica dei due musicisti, in un dialogo tra tromba e pianoforte capace di attraversare blues e jazz.
Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello
Da “Je so’ pazzo” a “Napule è”, da “Quando” ad “Allora sì”, “Sicily”, “Sotto ’o sole”, “Anima”, “Anna verrà” e “A me me piace ’o blues”, fino alla chiusura con “Se mi vuoi”: un viaggio nella musica di Pino Daniele accompagnato da applausi, cori e partecipazione, in un continuo rapporto tra palco e pubblico.
“È importante donare e sostenere la ricerca – ha detto Fabrizio Bosso –. Siamo contenti di portare in giro la musica, ma non è facile sapere di essere così fortunati e al tempo stesso essere consapevoli che c’è gente che ha bisogno di essere aiutata. Noi, se con le note possiamo fare qualcosa, siamo felici”. Poi, rivolgendosi a Leali: “Grande uomo, di grande forza. Grazie Italo”.
Il presidente dell’Ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale, ha sottolineato il valore dell’iniziativa e della risposta del pubblico: “Un concerto di questo livello in area protetta non è da tutti i giorni. Un ringraziamento va al direttore dell’Ente, Eugenio Maria Monaco, e al suo personale per l’organizzazione dell’evento, alla Regione Lazio, alla Prociv di Caprarola, la Cri, all’assessorato alle Aree Naturali Protette della Regione Lazio, al consigliere Giulio Zelli, che è qui con noi. Loro ci hanno dato la possibilità di mettere a terra risorse pubbliche che spesso vengono male utilizzate”.
Sul palco sono intervenute anche Amalia Conte e Giulia Bisogni, neurologhe del Centro Clinico NeMO di Roma, che hanno raccontato il lavoro quotidiano accanto alle persone con Sla e i progressi della ricerca.
Le dottoresse Amalia Conte e Giulia Bisogni
Ma la riuscita della serata non si misura soltanto nelle presenze. Più di mille persone hanno seguito il concerto in maniera ordinata e rispettosa, accompagnando la musica senza perdere di vista il luogo che la ospitava. Un elemento tutt’altro che secondario in una Riserva Naturale di particolare pregio, perché dimostra che cultura, grandi eventi e tutela del territorio possono convivere quando organizzazione, istituzioni e pubblico fanno la propria parte.
Il risultato è stato una serata capace di tenere insieme dimensioni apparentemente lontane: l’eccellenza musicale di due protagonisti del jazz italiano, la bellezza del lago di Vico, la sensibilizzazione su una malattia ancora priva di una cura risolutiva e una comunità di spettatori attenta allo spazio che la accoglieva.
Tuscia in jazz for Sla al lago di Vico
Quando le ultime note di “Se mi vuoi” hanno chiuso il concerto, il dialogo tra musicisti e pubblico ha lasciato qualcosa che va oltre lo spettacolo: la sensazione concreta di un evento riuscito sul piano musicale, culturale e civile.



