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Viterbo – Giancarlo e Angelo Paccosi, rispettivamente figlio e nipote dell’ideatore e costruttore di “Campanile che cammina”, sono entrati nell’associazione Ex facchini di Santa Rosa.
Nei giorni scorsi Marco Pallucca, vicepresidente dell’associazione, e Giovanni Adami, ex capofacchino e consigliere, sono stati accolti da Giancarlo e Angelo Paccosi. L’incontro si è svolto nello studio dove l’ingegner Giancarlo Paccosi ha esercitato per moltissimi anni la sua professione.
Con il figlio Angelo, che porta il nome del nonno, Giancarlo Paccosi custodisce la memoria degli anni in cui “Campanile che cammina” si ergeva per le vie di Viterbo. La macchina sfilò nel centro cittadino dal 1959 al 1966.
“È stato un momento straordinario di condivisione e profonda emozione – afferma l’Associazione Ex facchini di Santa Rosa -. Tra ricordi, aneddoti e foto d’epoca, gli ospiti hanno ripercorso la vita di Giancarlo e del padre Angelo, ricordando l’unicità di una macchina caratterizzata da colori vividi e da spiccate e rigorose linee gotiche”.
“Un’opera straordinaria, arricchita da guglie, nicchie e archi slanciati verso l’alto, appositamente pensati per richiamare la solenne architettura delle grandi cattedrali medievali”, aggiunge l’associazione Ex facchini di Santa Rosa.
Giancarlo Paccosi “rappresenta oggi il legame più longevo tra le famiglie storiche dei costruttori delle macchine”, sottolinea l’associazione. Per questo Giancarlo e il figlio Angelo hanno scelto di iscriversi ufficialmente, “con l’obiettivo di dare continuità alla memoria e tramandare il ricordo di questa straordinaria eredità”.
L’associazione Ex facchini di Santa Rosa ringrazia Giancarlo e Angelo Paccosi “per la straordinaria accoglienza e per aver aperto le porte del loro scrigno di ricordi”, definendo l’incontro “una pagina indimenticabile e preziosa legata alla storia della festività di Santa Rosa”.

