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Graffignano – Riceviamo e pubblichiamo – Tre generazioni a impastare, qualche migliaio di tonnellate di pane sfornato, un compleanno speciale da festeggiare.
Quello dei fratelli Oddo non è solo un panificio: è un pezzo di storia del comune e della comunità di Graffignano. E quest’anno spegne 70 candeline. Proprio come la Cna di Viterbo e Civitavecchia, cui è associato.
Una simile ricorrenza merita di essere celebrata e gustata, quindi sabato 8 e domenica 9 tutti in piazza Marconi per la festa della “Pizza graffignanese”, edizione numero quattro, tra racconti e incontri.
Panificio e pizza graffignanese sono due storie che si intrecciano in una. Ecco la prima. A raccontare i 70 anni del Panificio Fratelli Oddo è Placido, che lo gestisce insieme ad Andrea, Enrica e Benedetta, con il supporto della madre Isolina e della cugina Francesca.
Il suo nome è lo stesso del nonno, “che il primo gennaio del 1956 aprì l’attività in quella che era la ex chiesa e la casa del parroco. Si trattava di una novità – dice – perché era l’unico. E tale è rimasto fino a oggi. Si trovava in centro, a 300 metri da piazza Marconi, dove siamo oggi e dove si svolgerà la festa. All’epoca era un panificio di paese, dove si sfornavano solo pane e pizza. Poi iniziarono a lavorarci mio padre Salvatore, mio zio e mia zia, nei primi anni ’70 è rimasto solo mio padre”.
Finché è arrivata la terza generazione, quella attuale. E prima che sorgesse il nuovo millennio, al pane si sono aggiunti i dolci da forno, grazie alla passione di Enrica, diventando anche pasticceria. E che dolci. Nel 2005 il cambio di sede: tutti in piazza Marconi, “in locali ampi che appartenevano a una falegnameria. Con il passare del tempo è diventato tutto più moderno e funzionale”.
In 70 anni il forno ha dato lavoro a diverse persone e sfornato una quantità incalcolabile di pane. “Soprattutto d’estate – spiega Placido – si arrivava tra i 150 e i 200 chili al giorno”.
Tonnellate su tonnellate. Pane, ma non solo. È sempre tra i prodotti di punta, con tutte le sue sfumature – farina di segale, amaranto e quinoa, grano saraceno – dietro però c’è molto di più. Ed è facile prendere “Il vizio”. Anzi, questo è proprio il nome di uno dei prodotti di punta: si tratta di un quasi panettone, nato 12 anni fa, imbevuto di diversi gusti.
“Abbiamo modificato le linee del panettone perché ce lo chiedevano anche al di fuori del periodo di Natale, si presenta dunque con la forma di un bauletto”. Il babà è un’altra chicca, c’è in vaso cottura e non solo: il Panificio Fratelli Oddo ha inventato – registrando il marchio alla Camera di Commercio – il “Babàdrink”.
“Sono babà imbevuti con i cocktail più in voga: dal mojito alla caipirinha, fino alla Piña colada”. E ancora crackers, taralli, friselle di vari gusti, tozzetti, l’amaretto duro di Graffignano, che una volta veniva fatto solo per le feste.
Ed ecco la seconda storia, protagonista della festa di sabato e domenica: la pizza graffignanese, che alle spalle ha almeno un secolo. Suolo molto olioso e spesso, mentuccia, che da queste parti abbonda, pomodoro fresco e aglio.
“Dai racconti dei nonni e delle persone anziane – continua Placido Oddo – sappiamo che già dai primi del 900 veniva prodotta nel nostro paese, dove c’erano diversi forni rionali in cui le famiglie andavano a cuocere il proprio pane e i propri dolci. Le donne portavano ognuna una fascina di legna per alimentare il forno e a turno cuocevano i propri prodotti”. Si preparava il forno e quando i mattoni diventavano bianchi si iniziava a cuocere, si iniziava con la pizza con il forno molto forte e poi via via il pane e i dolci alla fine col forno “morto”.
“Per tutto questo e molto altro – commenta Attilio Lupidi, segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia – vi aspettiamo sabato e domenica a Graffignano. Quella dei fratelli Oddo sarà una festa speciale: 70 anni sono sinonimo di lavoro, passione e competenza che meritano di essere valorizzati. E la pizza graffignanese è una tradizione da provare assolutamente”.
In piazza Marconi ci saranno anche antipasti con frisella, susianella, pancetta arrotolata, pizza graffignanese ma anche margherita, rossa, bianca morbida e croccante, dolci al cucchiaio, maritozzi con la panna e i Babàdrink.
Il tutto condito con la musica dal vivo con dei Sunglasses e il pianobar. Saranno inoltre presenti il sindaco Piero Rossi, il parroco don Mario Zanasi, il presidente di Slowfood Viterbo e Tuscia Luigi Pagliaro, insieme al segretario e al presidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia, rispettivamente Attilio Lupidi e Alessio Gismondi.
Cna Viterbo e Civitavecchia



