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Viterbo – “Quello di Santa Rosa è un piano unico nel suo genere in Italia. Potrà diventare un modello per altre manifestazioni, anche se naturalmente speriamo di non doverlo mai applicare”, afferma Pierpaolo Pasqua.
Cinquantasei anni, laureato in Scienze politiche, Pasqua è security manager di AR Security, agenzia con sede a Viterbo che opera in tutta Italia nel settore della sicurezza degli eventi, dai piccoli appuntamenti ai grandi concerti, fino agli stadi di serie A e al Palio di Siena.
Da quindici anni segue la sicurezza del trasporto della macchina di Santa Rosa e per l’edizione del prossimo 3 settembre ha curato la parte operativa del nuovo piano di evacuazione, dalla disposizione degli addetti alle modalità con cui indirizzare il pubblico verso le zone considerate sicure.
Il piano tecnico è stato elaborato da Luciano Tomei con la supervisione dei vigili del fuoco. AR Security schiererà 160 operatori, oltre ai coordinatori e alle squadre di riserva. Uno dei punti nevralgici sarà la sala operativa allestita in via Ascenzi, al piano superiore della struttura che ospita al piano terra l’ufficio turistico. Da qui, attraverso un grande schermo, sarà possibile conoscere la posizione degli operatori lungo il percorso e accelerare gli interventi in caso di emergenza.
Pasqua, qual è la principale novità di quest’anno sul fronte della sicurezza del trasporto della macchina di Santa Rosa?
“Da diversi anni ci occupiamo della sicurezza della macchina di Santa Rosa, naturalmente in collaborazione e sotto la supervisione delle istituzioni e delle forze dell’ordine. La novità è la creazione di un piano di evacuazione per un’emergenza che non deve necessariamente essere legata al terrorismo. Può trattarsi, per esempio, di un’allerta meteo o di qualsiasi altra situazione di pericolo”.
Come è stato costruito?
“Il piano è stato elaborato dal tecnico Luciano Tomei con la supervisione dei vigili del fuoco. Io ho curato tutta la parte operativa relativa alla disposizione degli operatori e alle indicazioni da fornire al pubblico affinché possa evacuare in sicurezza. Il principio fondamentale è non indirizzare mai le persone verso il pericolo, ma verso le direzioni considerate sicure”.
Il piano ha avuto l’avallo degli organismi competenti?
“Sì. Naturalmente è frutto del contributo di tutti gli attori coinvolti, ma per la parte operativa è il piano che ho redatto come security manager”.
Chi sono gli attori coinvolti?
“Ci sono gli operatori di AR Security e naturalmente le forze dell’ordine: carabinieri, guardia di finanza e polizia di Stato. C’è anche personale della polizia penitenziaria, il contributo delle scuole sottufficiali dell’Esercito e dell’Aeronautica, i volontari della protezione civile comunale e regionale e le associazioni d’arma in congedo”.
Quanti uomini mettete in campo come AR Security?
“Circa 160 operatori, oltre ai nostri supervisori. Abbiamo due coordinatori apicali lungo il percorso e due gruppi di cinque operatori di riserva che possono spostarsi rapidamente per rinforzare un eventuale quadro di crisi”.
Santa Rosa – Le prove di AR Security
Lei sostiene che si tratti di un piano particolare anche a livello nazionale. Perché?
“È un piano unico nel suo genere in Italia. Esistono naturalmente piani di sicurezza ed evacuazione, ma una manifestazione dinamica all’interno di un centro urbano presenta caratteristiche completamente diverse”.
Potrebbe quindi diventare un modello?
“Sì. Sono dirigente nazionale dell’Aiss, l’Associazione italiana sicurezza sussidiaria, che raggruppa circa 500 aziende del settore e oltre 25mila addetti. Questo piano sarà portato all’attenzione dell’associazione come caso di studio. Ho conseguito inoltre la qualifica di security manager presso UnitelmaSapienza e intendiamo illustrarlo anche all’università”.
Qual è la differenza rispetto a uno stadio?
“Stadi e ippodromi sono strutture progettate con diagrammi di flusso e deflusso. Qui siamo in un centro urbano e, durante una manifestazione dinamica, gli indici di affollamento cambiano continuamente. Dietro la macchina di Santa Rosa, per esempio, si accoda molto pubblico e si possono creare concentrazioni molto elevate in alcuni punti del percorso”.
Santa Rosa – Le prove di AR Security con Pierpaolo Pasqua
Ci sarà anche una nuova componente tecnologica.
“Sì. Apriremo un centro di controllo in una sala messa a disposizione dal comune in via Ascenzi, al piano superiore della struttura dove al piano terra si trova l’ufficio turistico. Avremo un grande schermo attraverso il quale sarà possibile geolocalizzare i nostri operatori di sicurezza”.
A cosa servirà?
“A ridurre i tempi di reazione, non soltanto per un’eventuale evacuazione, ma anche in caso di emergenza sanitaria o di qualsiasi altra necessità. Installeremo inoltre un sistema di comunicazione satellitare e un gruppo elettrogeno che ci consentirà di essere autonomi anche in caso di blackout. Ci sarà naturalmente il collegamento con la sala operativa della questura”.
Viterbo – Santa Rosa, superata la prova del piano di evacuazione Pierpaolo Pasqua
Nei giorni scorsi avete effettuato anche le prove. Come sono andate?
“Abbiamo fatto più di una prova. Poi una prima prova generale interna e siamo riusciti a ridurre i tempi di reazione da 20 a 5 minuti. Infine c’è stata la prova generale alla presenza dei vigili del fuoco e delle altre componenti di supervisione, compresa la questura. È andata bene”.
Perché il tempo di reazione è così importante?
“Le comunicazioni e la disposizione degli operatori sono essenziali per impedire che le persone si dirigano verso le zone di pericolo e favorire invece il deflusso verso quelle sicure. Meno tempo occorre per comunicare e disporre correttamente gli operatori, più rapidamente si può liberare l’area interessata”.
Quindi un piano del genere può realmente fare la differenza?
“Io ai miei operatori e a tutti gli attori coinvolti dico sempre una cosa: applicare bene queste procedure di fatto salva vite”.
In passato sul percorso della macchina ci fu anche il lancio di un fumogeno. In una situazione simile cosa accadrebbe?
“Il fumogeno in sé non rappresenta necessariamente il pericolo maggiore. Il problema può essere ciò che provoca, per esempio un incendio o soprattutto il panico. Dopo quell’episodio sono state aumentate le misure di prevenzione e la macchina di Santa Rosa dispone anche di sistemi antincendio”.
Viterbo – Santa Rosa, superata la prova del piano di evacuazione Pierpaolo Pasqua
Il vostro compito quale sarebbe?
“Noi dobbiamo gestire soprattutto l’evacuazione, facendo in modo che avvenga senza panico. Anche gli organi di informazione hanno un ruolo importante: se le persone conoscono in anticipo l’esistenza del piano, quando un nostro operatore dirà loro che per ragioni di sicurezza devono evacuare, sapranno perché viene impartita quell’indicazione”.
Da quanti anni segue il trasporto?
“Questo è il quindicesimo trasporto per me”.
Da chi è arrivato l’impulso per predisporre il piano?
“L’input principale è arrivato dal prefetto Sergio Pomponio, ma se ne parlava già nel debriefing dello scorso anno. Io stesso l’ho sempre sollecitato. Anche il comune ha contribuito a spingere verso la predisposizione del piano”.
Santa Rosa – Le prove di AR Security
AR Security è una sua azienda?
“L’ho creata io ed è un’azienda di famiglia. Oggi la presidente del consiglio di amministrazione è mia figlia, che possiede la licenza, ma la proprietà è interamente della mia famiglia”.
Qual è la dimensione dell’azienda?
“Possiamo essere considerati una media azienda per fatturato. Abbiamo circa 220 dipendenti, operatori di sicurezza qualificati. Una parte consistente viene dal territorio viterbese, ma lavoriamo in tutta Italia”.
Dove operate principalmente?
“Soprattutto nel centro Italia: Roma, Viterbo, il nord del Lazio, ma anche Frosinone e Rieti, l’Umbria, la bassa Toscana e Firenze. Abbiamo lavorato a Umbria Jazz, a Firenze Rocks al Visarno, negli stadi e in molti altri grandi eventi”.
Vi occupate anche della protezione di personaggi famosi?
“Sì, anche se preferisco parlare di accompagnamento e protezione non armata, non di scorta in senso tecnico. Abbiamo accompagnato personaggi come Kevin Costner, Russell Crowe e Kim Kardashian durante soggiorni o eventi in Italia”.
Tra gli eventi che seguite c’è anche il Palio di Siena. Quali sono le difficoltà maggiori?
“Il Palio è un evento molto particolare. Il mossiere è probabilmente il soggetto più esposto perché qualsiasi decisione prenda ci sarà inevitabilmente qualcuno che la contesta. Una delle situazioni più difficili si verifica anche quando un cavallo o un fantino si fanno male durante la corsa. Bisogna intervenire in tempi rapidissimi”.
È vero che dopo la partenza il mossiere viene portato immediatamente fuori da piazza del Campo?
“Sì. Una volta data correttamente la partenza viene accompagnato rapidamente fuori e allontanato. Lo facciamo insieme alle forze dell’ordine per evitare possibili ritorsioni”.
Dopo tanti anni nei locali e negli eventi, ha notato qualche cambiamento nei ragazzi?
“C’è un fenomeno sociale che mi colpisce e in parte mi preoccupa. Una volta il ragazzo che voleva convincere l’operatore a farlo entrare diceva: ‘Sono il figlio del notaio, dell’avvocato, del farmacista’. Oggi invece capita che dica: ‘Sono un Casamonica’. Nella maggior parte dei casi sono stupidaggini, sono fesserie, ma questo mi fa pensare che oggi, per alcuni giovani, il riferimento di importanza o di potere sia più quello criminale che quello della società civile”.
Lei è romano, ma ormai il rapporto con Viterbo è molto stretto.
“Sono nato a Roma, ma vivo a Viterbo da tanti anni. Qui ho mia moglie e le mie due figlie e devo molto a questa città. E sono diventato anche devoto a Santa Rosa”.
Tanto che vi occupate gratuitamente anche delle mini macchine.
“Sì. Per le mini macchine dei bambini mettiamo a disposizione gratuitamente i nostri operatori per la sicurezza. È un modo per restituire qualcosa a questa città”.
Carlo Galeotti







