Marta – Un fotomontaggio che raffigura il santuario della Madonna Santissima del Monte ricoperto dal simbolo “Marta futura” sta suscitando indignazione tra i cittadini. Un simbolo riconducibile, secondo il sindaco Maurizio Lacchini, a Futuro nazionale di Roberto Vannacci.
L’immagine, diffusa secondo il sindaco da un residente di Marta, ha iniziato a circolare nella mattinata di oggi sul web e attraverso le chat WhatsApp. Il santuario, uno dei luoghi più amati e venerati dalla popolazione, è stato utilizzato a fini politici ed elettorali.
Maurizio Lacchini, sindaco di Marta
A condannare il fotomontaggio sono il sindaco Maurizio Lacchini, il vicesindaco Roberto Pesci e l’intera amministrazione comunale.
“È veramente sconcertante quello che è accaduto – afferma Lacchini –. Si tratta di una chiesa venerata da tutta la popolazione e profondamente legata al sentimento popolare”.
Il santuario è il centro della devozione dei martani, che raggiunge il suo momento più importante il 14 maggio, in occasione della festa della Madonna Santissima del Monte.
Durante la ricorrenza si svolgono le tradizionali Passate delle quattro categorie dei Casenghi, Villani, Bifolchi e Pescatori, che depongono le loro offerte ai piedi dell’altare, sotto l’affresco della Madonna con il Bambino.
Marta – Madonna Santissima del Monte – Fotomontaggio con il simbolo di “Marta futura” diffuso sui social
“Prendiamo le distanze da chi vuole sfruttare a fini elettorali la nostra cara chiesa, così amata dalla popolazione, e la nostra antica tradizione e devozione – prosegue il sindaco –. È un gesto, quello a nome di Futuro Nazionale associato a un residente del posto, che ferisce non soltanto i cittadini di oggi, ma anche la memoria dei nostri antenati, che da secoli hanno visto nel santuario un rifugio di fede e protezione”.
Lacchini ricorda come, durante le due guerre mondiali, i martani si recassero nella chiesa per pregare la Vergine e chiedere il ritorno dei propri cari impegnati al fronte.
A testimoniare questo legame sono i numerosi ex voto e le fotografie dei cittadini partiti per la guerra che ancora oggi ricoprono le pareti del santuario.
“Questo gesto rappresenta un affronto al sentimento popolare – conclude Lacchini –. Il nostro santuario deve essere rispettato e non utilizzato per scopi elettorali. È un luogo di preghiera e non uno spazio sul quale collocare simboli e bandiere che non hanno nulla a che vedere con le nostre tradizioni”.

