Viterbo – Al Sacrario, telecamere intelligenti ma non troppo.
Viterbo – Consiglio comunale – Antoniozzi e Aronne
Quelle posizionate sui nuovi pali della luce erano state annunciate come innovative nelle funzioni, una piccola rivoluzione nel campo della sicurezza. In effetti, così sono. In teoria. Il problema è stato passare alla pratica.
Sulle alcune delle funzioni annunciate, Francesca Sanna ha scoperto che almeno per ora, l’intelligenza tanto decantata non è stata ancora messa a frutto e chissà quando sarà possibile farlo.
Al parcheggio del Sacrario, la consigliera Pd tempo fa ha smarrito la targa della propria auto.
Per fortuna, il personale Francigena l’ha aiutata a ritrovarla. Ma alla vecchia maniera. Ricerca manuale. Mentre Sanna si sarebbe aspettata un percorso veloce, visionando i filmati delle camere.
Macché. Un mese fa agli apparati ancora non registravano. Assenza di permessi.
Per l’altra funzione, quella in caso di necessità, del riconoscimento facciale, al momento non se ne parla proprio. Le norme sulla privacy non lo consentono.
Emanuele Aronne (assessore all’Urbanistica) lo ammette: “Le telecamere sono utilizzate al 50% delle loro possibilità, il riconoscimento facciale a oggi non è del tutto autorizzabile. Sono predisposte ma non attivate per questa funzione”. Un po’ come comprare una Ferrari e non avere la patente.
Per il resto, sono attive. “Funzionano – ricorda Aronne – ma non registravano, dovendo perfezionare una procedura complessa con la prefettura”.
Qualsiasi cosa si perda o qualunque cosa accada, le videocamere almeno la memoria la manterranno, nei filmati.
Ma pur potendo, non potranno identificare le persone in caso di bisogno. Tanto per fare un altro esempio, è come comprare un condizionatore per rinfrescare e poi posizionarlo fisso a 40 gradi.
Giuseppe Ferlicca
