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Viterbo – È attesa per oggi la decisione del giudice per le indagini preliminari sulla convalida dell’arresto dell’italiano di circa 50 anni accusato di aver tentato di uccidere la moglie con una corda.
L’udienza riguarda il grave episodio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in un’abitazione di Bagnaia, frazione di Viterbo. Il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Massimiliano Siddi della procura di Viterbo.
Secondo la ricostruzione al vaglio degli inquirenti, durante una lite familiare il cinquantenne avrebbe stretto una corda intorno al collo della moglie, mettendone in pericolo la vita.
La donna è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Santa Rosa in stato di shock. Sulle sue condizioni e sulle eventuali lesioni riportate viene mantenuto il massimo riserbo.
Dopo una chiamata al 112, nell’abitazione è intervenuta una volante della questura di Viterbo. All’arrivo dei poliziotti, l’uomo, apparso in forte stato di alterazione, avrebbe reagito violentemente.
Il cinquantenne avrebbe raccolto una pesante soglia di peperino, del peso di diversi chili, e l’avrebbe scagliata contro il mezzo della polizia. La pietra ha sfondato il parabrezza, mettendo in serio pericolo gli agenti presenti nell’abitacolo.
Uno dei poliziotti si è ferito a un ginocchio durante la successiva colluttazione ingaggiata per immobilizzare l’uomo. L’agente è ricorso alle cure dei sanitari e ha riportato una prognosi di pochi giorni.
Una volta bloccato, il cinquantenne è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa e successivamente ricoverato nel reparto di Medicina protetta, dove si troverebbe piantonato.
L’ipotesi di tentato omicidio sarebbe riferita all’aggressione nei confronti della moglie. Restano da definire le contestazioni relative al lancio della soglia contro la volante e alla successiva colluttazione con i poliziotti.
Il gip dovrà pronunciarsi sulla legittimità dell’arresto e valutare l’eventuale applicazione di una misura cautelare. La decisione non riguarda la responsabilità definitiva dell’indagato, che sarà accertata nelle successive fasi del procedimento.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
