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Traffico di droga via mare dalla Spagna a Civitavecchia, il “capo” resta ai domiciliari

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Operazione"Barcellona Express-Farfalla" della guardia di finanza

Operazione”Barcellona Express-Farfalla” della guardia di finanza


Civitavecchia – (sil.co.) – Confermati gli arresti domiciliari cui è finito lo scorso 17 febbraio assieme ad altri sei indagati nell’ambito dell’operazione”Barcellona Express-Farfalla” della guardia di finanza. È stato bocciato dalla cassazione lo scorso 15 luglio il ricorso di Alessandro Cammarata, un 46enne di Catania, contro l’ordinanza con cui, lo scorso 10 marzo, il tribunale del riesame di Catania ha rigettato l’istanza avverso l’ordinanza con cui, l’8 gennaio, il gip ha applicato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari,.

Il 46enne è indagato per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti tra la Spagna e l’Italia, con l’aggravante della banda armata, in quanto promotore, organizzatore e finanziatore di un sodalizio operante tra la provincia di Catania e la Spagna, in particolare nella località catalana di Corbera de Llobregat, nella provincia di Barcellona. Nel corso dell’operazione sono stati effettuati sequestri di beni per oltre un milione di euro. Secondo l’accusa, sarebbe stato dedito alla coltivazione “indoor” di canapa indiana a Barcellona e all’importazione in Italia di marijuana e hashish in un contesto transnazionale, tra Spagna, Civitavecchia, Catania e Milazzo.

Snodo nevralgico per far arrivare in Italia la droga era il porto di Civitavecchia, dove nel 2024 la guardia di finanza ha sequestrato quasi due quintali di marijuana e più di ottanta chili di hashish. A Civitavecchia, in particolare, sarebbero stati sequestrati oltre 273 chilogrammi tra marijuana e hashish. Su una barca a vela, denominata “La Bullosa”, battente bandiera polacca, sono stati rinvenuti oltre 148 chilogrammi di marijuana. Per il trasporto sarebbe stato utilizzato anche un camion frigorifero, anch’esso sequestrato, a bordo del quale c’erano quasi duecento buste di droga sottovuoto, per un valore di 300mila euro, “mascherate” da mangime per animali. 


Operazione"Barcellona Express-Farfalla" della guardia di finanza

Operazione”Barcellona Express-Farfalla” della guardia di finanza


Il 46enne catanese sarebbe stato a capo di un’organizzazione criminale capace di trafficare quintali di droga dalla Spagna. Nel luglio del 2024 avrebbe deciso di cambiare settore nell’attività di commercio che portava avanti come schermo, abbandonando la filiera ortofrutticola, che fino ad allora aveva consentito di sfruttare un’azienda agricola di Adrano come destinataria delle spedizioni per nascondere la sostanza stupefacente. 

Cammarata sarebbe stato il gestore della coltivazione spagnola nonché organizzatore dei trasporti, gestore della cassa comune e soggetto deputato a impartire direttive operative e logistiche, fondando tale giudizio su un compendio costituito da intercettazioni, servizi di osservazione, sequestri e tracciamenti Gps, da cui emergerebbe tra l’altro l’introduzione di un’arma in Spagna occultata nel serbatoio di una vettura. 

Un “professionista” dalle dimensioni imprenditoriali, che avrebbe trasportato anche la somma di ben 516mila euro dall’Italia alla Spagna. La cassazione ha confermato la concretezza e attualità del pericolo di reiterazione del reato e l’adeguatezza del vaglio critico del materiale di indagine, tale da portare alla richiesta richiesta applicativa dei domiciliari. .

Le intercettazioni, in particolare, hanno consentito di apprezzare dettagli operativi, quali l’impiego sistematico di lampade Led per accelerare e ottimizzare la crescita vegetativa delle piante oltre che l’utilizzo di impianti di ventilazione e aspiratori per garantire condizioni atmosferiche particolarmente favorevoli. È stato inoltre documentato un massiccio impiego di sostanze chimiche, veleni e fertilizzanti, finalizzati a eliminare i parassiti che potessero compromettere quantità e qualità della produzione.

La raccolta dello stupefacente avveniva mediamente ogni 7-8 settimane, a seguito della fase di essiccazione e
della successiva sigillatura sottovuoto delle infiorescenze, riscontrandosi una produzione altalenante condizionata dalle variabili ambientali e dalla cura dedicata alle piante, con una resa media per singola raccolta oscillante da 5-6 chilogrammi, fino ai 18-21 chilogrammi in condizioni ottimali con una produzione, quindi, in media stimabile in 14,15 chilogrammi, per ogni ciclo produttivo; altresì, esponeva che si verteva nell’ambito di un’organizzazione particolarmente strutturata, con previsione di forti costi di gestione, una precisa organizzazione interna e una significativa remunerazione riconosciuta ai vari collaboratori, come comprovato dalle intercettazioni ambientali e telefoniche.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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