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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Altro che centro storico. A pochi metri dalle abitazioni di via Cardinal La Fontaine, nel nuovo locale tecnico dell’ex Tribunale di piazza Fontana Grande, cinque mega-motori e una potente ventola trasformano la tranquillità degli abitanti in un inferno di rumore e aria bollente.
Un impianto destinato a riscaldare e raffrescare l’intero edificio per ben dodici ore consecutive al giorno che, secondo i residenti, è stato realizzato senza un’adeguata considerazione dell’impatto sulle abitazioni circostanti.
E la domanda è inevitabile: come è stato possibile arrivare fino al collaudo?
I cittadini chiedono di verificare un fatto preciso: il Comune ha acquisito il documento di previsione di impatto acustico prima di procedere con l’opera? Se non fosse così, ci troveremmo davanti a un problema che non è soltanto tecnico, ma riguarda l’intero procedimento amministrativo.
E poi c’è il collaudo. Come può un impianto essere dichiarato regolare se, una volta acceso, produce un rumore che i residenti definiscono assordante e un calore infernale? Chi ha effettuato le misurazioni? Dove sono state effettuate? Sono stati considerati anche i cortili e le abitazioni confinanti?
Parliamo di milioni di euro di denaro pubblico e di un intervento finanziato anche con risorse Pnrr. Se ora sarà necessario spendere altro denaro per correggere errori di progettazione o realizzazione, chi pagherà?
E mentre i cittadini chiedono soluzioni e controlli, l’amministrazione sembra intenzionata ad andare avanti e tagliare il nastro nella prima decade del mese di settembre.
“Prima il taglio del nastro e poi i problemi – protestano i residenti –? Noi non chiediamo di fermare il recupero dell’ex Tribunale. Chiediamo semplicemente che un’opera pubblica sia progettata e realizzata nel rispetto di chi vive nel centro storico senza scaricare rumore, calore, disagi e problemi sui residenti. Prima di questo intervento vivevamo tranquillamente e vorremmo continuare a farlo”.
Per questo gli abitanti di via Cardinal La Fontaine sottoporranno la vicenda agli enti e alle autorità competenti, affinché siano chiarite eventuali irregolarità e responsabilità.
Alla sindaca e all’assessore Floris chiediamo una cosa semplice: spiegate ai cittadini perché un nuovo edificio comunale, nel cuore del centro storico, deve essere accompagnato dal rumore di un aeroporto e se è normale scaricare aria bollente su un cortile privato.
La doppia morale di chi dovrebbe controllare sul rispetto delle regole e poi è il primo a non rispettarle.
Abitanti Via Cardinal La Fontaine
