Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo per segnalare una situazione che, a distanza di oltre due mesi, faccio davvero fatica a comprendere.
A giugno via di Porta Fiorita era stata chiusa per consentire controlli sull’antico arco che sovrasta la strada. Pochi giorni dopo è stata riaperta, a seguito di un primo intervento di messa in sicurezza, mantenendo però un restringimento della carreggiata e alcune aree transennate. L’amministrazione guidata da Chiara Frontini aveva anche annunciato ulteriori lavori sulla parte muraria nei giorni successivi.
Viterbo – L’arco di via porta fiorita con le transenne
Oggi, però, la situazione è ancora lì: transenne sul lato destro e sul lato sinistro della carreggiata, auto che continuano a transitare attraverso una strettoia e, cosa ancora più assurda, pedoni che non possono utilizzare regolarmente il marciapiede e sono costretti a scendere sulla strada proprio nel punto in cui lo spazio per i veicoli è già ridotto.
Da semplice cittadino mi sfugge il criterio della soluzione, ma deve esserci una spiegazione a cui probabilmente non ho pensato. Lo dico serenamente, chiedendo lumi. Seguendo la logica, dall’esterno, delle due, una: se l’intervento ha effettivamente messo in sicurezza l’arco, perché dopo oltre due mesi non si può ripristinare completamente il passaggio? Se invece esiste ancora un rischio tale da rendere necessario transennare le zone sottostanti ai lati della struttura, viene spontaneo chiedersi perché sia considerato sicuro far transitare ogni giorno le automobili esattamente sotto la parte centrale dell’arco.
Viterbo – L’arco di via porta fiorita con le transenne
A meno che, naturalmente, non siano intervenute particolari forze soprannaturali capaci, nell’eventualità di un cedimento, di sostenere magicamente in aria la parte centrale mentre tutto il resto cade ai lati, con encomiabile precisione, proprio dietro le transenne.
L’ironia, purtroppo, finisce qui. Perché intanto sono trascorsi più di due mesi, le transenne restano, la carreggiata è ristretta e i pedoni vengono messi nella condizione di dover scendere in strada. Tutto nel puro stile Frontini.
R.C.

