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“4 o 5 nocciole su 100 con difetto da marcio occulto sufficienti per far crollare il prezzo di vendita: il paradosso della tecnologia”

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Nocciole

Nocciole

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – L’innovazione tecnologica nel settore agroalimentare ha raggiunto livelli di precisione straordinari, negli ultimi anni, grazie anche all’intelligenza artificiale, si sono raggiunti traguardi che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. Tra commercianti e trasformatori del settore corilicolo sono ormai ampiamente diffusi sistemi di selezione ottica e ad infrarossi capaci di scartare con precisione chirurgica ogni nocciola difettata, anche quelle soggette al marcio occulto, difetto invisibile all’esterno che si cela nel cuore della nocciola.

Questi impianti consentono di effettuare una pulizia e una selezione estremamente approfondita delle partite. Di fronte a una tecnologia così efficace, capace di azzerare i problemi qualitativi prima della lavorazione finale, sorge un interrogativo spontaneo: perché il prezzo pagato ai produttori continua a subire penalizzazioni sproporzionate? Oggi assistiamo a una dinamica di mercato che ha dell’incomprensibile. La presenza di appena 4 o 5 nocciole con difetto da marcio occulto su un campione di 100 è sufficiente a far crollare il prezzo di vendita alla produzione di valori molto superiori al 4 o 5 % che per logica ci dovremmo aspettare. Una svalutazione così drastica della materia prima, oggi che la tecnologia di selezione si è affinata e si è diffusa, appare del tutto ingiustificata: chi acquista e trasforma possiede già gli strumenti tecnologici per eliminare la percentuale difettosa con perdite minime. Una presenza del 4-5% di prodotto fallato si traduce in un abbattimento del valore economico superiore al difetto effettivo, questo aspetto dirimente fa si che il costo e il rischio della selezione vengano interamente scaricati sulle spalle dell’agricoltore, mentre il trasformatore beneficia della resa ottimizzata dalla macchina.

Questa situazione ricorda da vicino quanto accadeva in passato con i danni provocati dalla cimice. Per anni è bastata la presenza di soli 3 frutti cimiciati su 100 per determinare il crollo del valore dell’intera partita. Con il tempo, l’evoluzione delle tecniche di lavorazione e una maggiore consapevolezza delle dinamiche di filiera hanno portato a rivedere quei parametri: oggi la tolleranza per il cimiciato è superiore e permette di garantire un prezzo più equo e redditizio per i produttori. Se questo passo avanti è stato possibile per i difetti da cimice, non vi è alcuna ragione tecnica per cui non debba avvenire lo stesso per il marcio occulto.

La domanda fondamentale a questo punto è: “perché accettare questo sistema?”. Risulta, pertanto, incomprensibile come continui a persistere una simile disparità di trattamento in un’epoca in cui la tecnologia offre soluzioni eccellenti per superare il problema. Per quale motivo gli agricoltori devono continuare ad essere vittime di un sistema di mercato che li penalizza ingiustamente, quando la tecnologia ha già risolto la criticità alla radice? È tempo che la filiera corilicola riequilibri i propri meccanismi di determinazione del prezzo, riconoscendo il reale valore del lavoro agricolo e ponendo fine ad addebiti anacronistici che non trovano più alcuna giustificazione nell’era della selezione digitale.

Associazione spontanea per la tutela degli Agricoltori
Comitato No Imu agricola
Comitato per la salvaguardia del Territorio di Corchiano e della Tuscia


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