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Viterbo – (sil.co.) – Figlia a processo con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’anziana madre.
La situazione sarebbe precipitata nel 2014, quando la presunta vittima è rimasta vedova e la figlia avrebbe cominciato a chiederle denaro. Nel 2021 la donna, ultraottantenne, ha dovuto andarsene da casa. I fatti sono avvenuti tra il 2914 e il 2020 in una frazione del capoluogo,
“Io pranzavo tutti i giorni a casa della mamma ed erano continue scenate, sempre per i soldi”, ha spiegato al giudice Jacopo Rocchi il fratello dell’imputata, un sessantenne testimone dell’accusa.. “Mia sorella insultava la mamma, le diceva parolacce, le urlava contro, andando su tutte le furie sempre per questioni di soldi. Poi ha cominciato a prenderla a spinte e ad alzare le mani sulla mamma che nel 2021, ha di fatto cacciato dalla casa di sua proprietà, dove da allora non ha più potuto fare rientro”.
Dopo la morte del genitore, il fratello avrebbe voluto usare la macchina del padre, parcheggiata in giardino. “Pur di non darmela, ha spaccato il parabrezza con una pala. Poi ha cominciato a chiedere a nostra madre soldi in contanti per farsi un’auto nuova, chiedendo somme assolutamente fuori budget e aggredendola perché non le dava quello che voleva. Parlava sempre e solo dei soldi che voleva per questa o quell’altra ragione”.
È finita che i fratelli si sono denunciati a vicenda e sono stati entrambi condannati, mentre nel 2021 la figlia è stata denunciata dalla madre, dopo essere stata costretta ad abbandonare casa. Il processo alla figlia riprenderà in primavera.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
