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Cara Sla, la sera di santa Rosa hai perso…

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Viterbo – È ora di partire, ma questa volta non per un concerto, bensì per godere di un regalo che mi ha voluto fare il mio amico Sergio Pomponio, prefetto di Viterbo. Sono un po’ preoccupato all’idea di dover andare in mezzo a trentamila persone, ma so che il prefetto e Anita Mattei lavorano da giorni a ogni dettaglio.

Viterbo - Italo Leali a piazza del comune durante il trasporto - Il prefetto Sergio Pomponio con la moglie

Viterbo – Italo Leali a piazza del comune durante il trasporto – Il prefetto Sergio Pomponio con la moglie


Arrivano Piero, Emanuele e Tiziana della Croce Rossa di Ronciglione, scendiamo le scale e salgo in ambulanza insieme a mia sorella Alessia, all’oss Cinzia e ad Alberto Bondini, infermiere e compagno di avventure.

Il viaggio passa velocemente, arriviamo a Viterbo e tutte le mie preoccupazioni svaniscono. Passiamo subito i primi blocchi e troviamo due poliziotti in moto che ci scortano di fianco alla prefettura. Si aprono le porte dell’ambulanza e davanti a me si presenta un muro di divise: quelle rosse della Croce Rossa di Viterbo e quelle gialle dell’Ares 118. Dietro di loro sento i rumori della festa e della gente; mi mettono sulla sedia a rotelle e partiamo alla volta di piazza del Plebiscito.

Le dichiarazioni a caldo di Italo Leali


Il tragitto è breve e sento mille occhi addosso. Non riconosco nessun volto, mi sento quasi trasportato dalla fiumana descritta da Verga.

Poi, tra la folla, si fa spazio una mano che mi accarezza e un viso si china verso di me: è il mio amico Matteo Amori, sindaco di Sutri. Dietro di lui c’è un altro volto familiare che conosco da vent’anni, quello di Luca Profili. La loro presenza mi riporta a terra e la fiumana si calma: ora la posso controllare.

Arrivo alla mia postazione e anche qui trovo tutto pronto, specialmente la corrente elettrica, dettaglio fondamentale quando si vive grazie alle macchine. Mi sistemano il computer e inizio a parlare con la gente. Conosco una donna distinta ed elegante, la direttrice dell’Asl di Viterbo Assunta De Luca, poi arriva un volto del passato: Domenico Tarantino, ex sindaco di Soriano nel Cimino con cui ho realizzato dieci anni di Tuscia in Jazz, che stenta a trattenere le lacrime. Subito dopo giunge Ruggero Grassotti, sindaco di Vitorchiano, con cui da un decennio organizziamo eventi.

Viterbo - Italo Leali a piazza del comune durante il trasporto - Antonella Sberna, Daniele Sabatini e Mario Lega

Viterbo – Italo Leali a piazza del comune durante il trasporto – Antonella Sberna, Daniele Sabatini e Mario Lega


All’improvviso sento chiamarmi e quella voce la potrei riconoscere tra mille: è Mario Lega. Quanti sigari fumati in provincia ai tempi di Meroi, quando il festival, in collaborazione con l’amministrazione, organizzava grandi concerti! Tra tutti ricordo quello dei Manhattan Transfer a Villa Lante: pagammo il gruppo 1.900 euro e i guardiani quasi 5.000. Con lui arrivano Antonella Sberna e Daniele Sabatini: che bella coppia che sono! Con lei e il Parlamento europeo faremo un bellissimo concerto il prossimo 26 settembre.

Durante tutto questo tempo sono state continue le visite di Sergio Pomponio che, facendo la spola tra il palazzo e la piazza, mi ha fatto sentire coccolato e importante. Mi presenta la moglie, una bellissima donna, e mi dice di aspettare mezzanotte perché ha una sorpresa per il mio compleanno che, guarda caso, cade il 4 settembre, giorno di santa Rosa.

Viterbo - Italo Leali festeggia il compleanno in piazza del Comune

Viterbo – Italo Leali festeggia il compleanno in piazza del Comune


Sento la musica che annuncia l’arrivo dei facchini che si dirigono verso la macchina. In piazza cresce la trepidazione, che sfocia in un fragoroso applauso. Vengono a salutarmi altri due amici, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore Emanuele Aronne, il quale ha fatto tanto anche in privato per la battaglia del festival contro la Sla. Si fermano solo pochi minuti, perché i doveri istituzionali li chiamano. Qualcuno mi grida “laziale!”, ma dal tono capisco subito che si tratta del solito scherzo tra romanisti: è il mio amico e compagno di fede calcistica Egisto Bianconi, direttore generale dell’Asl Viterbo.

Poi mi sento abbracciare: sono le mie amiche di sempre, Barbara e Marina, che non mi hanno mai lasciato solo. Con loro c’è Leonardo che, per la prima volta da quando sono malato, trova il coraggio di incontrarmi. Lo capisco benissimo, non è l’unico ad aver avuto questa difficoltà.

La piazza improvvisamente si fa buia: è il momento di santa Rosa. Dai tetti di via Cavour inizia ad apparire il campanile che cammina. Mille telefoni riprendono l’entrata in piazza ed eccola, in tutta la sua bellezza e grandezza. Inizia a roteare: un giro, due giri, e la piazza esplode in un’ovazione per i facchini, un omaggio più che giusto verso i veri eroi di questa giornata. Io sono vestito di bianco in loro onore e perché mi sento uno di loro.

La mia macchina è diversa e si muove da sola, ma posso garantire che è ugualmente pesante.

All’improvviso dall’ombra sbuca una figura familiare: è il mio amico Carlo Galeotti, con il quale abbiamo iniziato questa magnifica battaglia contro la Sla. Inizia a scherzare con mia sorella e prova a farmi qualche domanda, ma riesco appena a comunicare tramite il lettore ottico. Carlo ci confessa di essere profondamente commosso ed emozionato dalla serata. Lo sono anch’io: sento tutta la forza di santa Rosa, la forza di questa minuta donna malata che seppe dare grande coraggio a un’intera città.

Ecco che il prefetto accompagna alla mia postazione il vescovo Orazio Francesco Piazza, Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte. Il vescovo si china verso di me e mi sussurra parole bellissime che preferisco custodire per me. Massimo mi saluta rapidamente: lui e il capofacchino hanno l’impegno più importante, ovvero portare Rosina a casa. La macchina riparte dalla piazza e imbocca il corso, sfiorando i tetti.

Viterbo - Italo Leali festeggia il compleanno in piazza del Comune

Viterbo – Italo Leali festeggia il compleanno in piazza del Comune


Vengono a salutarmi Cristina Bugiotti, presidente della Croce Rossa di Viterbo, e Salvatore Coppola, presidente regionale della Croce Rossa. Lei la conosco da venticinque anni, lui da sempre, essendo di Ronciglione. Appena li saluto sento di nuovo chiamarmi: sono gli amici di sempre di Canepina, da sempre sostenitori del festival. Enrico Panunzi, Manuela Benedetti e Maurizio Paolozzi si mettono intorno a me e iniziamo a scherzare. Finito con loro arriva l’uomo più solare che conosca, Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena.

Guardo l’arrivo della macchina al santuario: è mezzanotte. Arriva così la sorpresa di Sergio, che da questo punto in poi non veste più i panni del prefetto ma quelli del mio grande amico. Insieme a due ragazzi del catering porta due bottiglie di prosecco per brindare al mio 56esimo  compleanno. Sono felice. Intorno a me ho le persone che amo e vengo da una giornata bellissima in cui ho incontrato tanti amici che fanno parte della mia vita da prima della malattia e che adesso mi sono ancora più vicini. Vedi, cara Sla? Malgrado te, ho passato uno dei compleanni più belli della mia vita e anche stasera, grazie a Sergio, hai perso.

Italo Leali


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