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“Casa del Balilla, ci rifiutiamo di entrare in una scuola che non ci rappresenta…”

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Viterbo – “Ci rifiutiamo di entrare in una scuola dove c’è scritto Casa del Balilla, una scuola che non ci rappresenterebbe più. Quella scritta va cancellata”. Clio Venanzi è la rappresentante degli studenti del liceo classico Mariano Buratti dove a luglio, durante i lavori per il rifacimento della facciata, è comparsa la scritta posticcia “Casa del Balilla”, istituto fascista. A lettere rosse, su un edificio dedicato al partigiano Mariano Buratti. I lavori sulla facciata sono stati commissionati dalla provincia di Viterbo. Le autorizzazioni riguardanti la scritta spettano alla soprintendenza.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Aurelio Rizzacasa, Carlo Galeotti ed Enrico Mezzetti

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Aurelio Rizzacasa, Carlo Galeotti ed Enrico Mezzetti


Questa mattina il presidio di studenti e docenti del classico, davanti alla provincia, in via Saffi a Viterbo, dove l’aula consiliare aveva all’ordine del giorno la discussione della mozione di Simone Brunelli (Pd) che chiede la cancellazione della scritta fascista. 

“Una scritta che non ci rappresenta – sottolinea Venanzi – e non rappresenta i valori democratici e antifascisti della repubblica italiana. Una scritta che ci vuole rendere supini a un’idea che non vogliamo. Noi studenti non staremo in silenzio. Ci rifiutiamo di entrare in una scuola dove c’è scritto Casa del Balilla, una scuola che non ci rappresenta più”.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Clio Venanzi

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Clio Venanzi


Ad aprire il presidio lo striscione “A Viterbo il fascismo non si combatte, si detonalizza”.

Un centinaio le persone sotto palazzo Gentili. Con studenti e docenti ci sono cittadini, associazioni, sindacati e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, che ha dato la notizia per primo e documentato tutta la vicenda fin dall’inizio.

“Una battaglia cui non possiamo rinunciare – dice il presidente provinciale di Anpi Enrico Mezzetti -. Con questa scritta si sta sperimentando la rivalutazione del fascismo e della sua immagine in tutta Italia. E Viterbo è la cavia”.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Enrico Mezzetti

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Enrico Mezzetti


Una battaglia iniziata a luglio, appena apparsa su Tusciaweb la notizia della scritta. Una battaglia che ha visto mobilitarsi tantissime realtà cittadine. Con una sola richiesta: la scritta “Casa del Balilla” va cancellata. La risposta della provincia è stata la detonalizzazione. Una scelta che studenti, docenti e cittadini hanno rimandato al mittente con provincia e soprintendenza che pare abbiano deciso di prendere tempo sul da farsi.

“C’è un clima di restaurazione – interviene Galeotti -, ma anche di attenzione da parte di tutta la stampa nazionale. Un’operazione, quella di riprodurre la scritta “Casa del Balilla”, fatta con superficialità e incompetenza. Una scelta politica priva di fondamento, senza alcuno studio in merito, fatta dalla soprintende Margherita Eichberg. Una storia, quella della scritta, che abbiamo ricostruito noi e non la soprintendente. Una soprintendente che si è comportata in modo supponente nei confronti dei docenti del classico e arrogante verso i cittadini. Non rispettosa della democrazia, dello stato di diritto e della costituzione. La soluzione è semplice: ricoprire e cancellare la scritta”.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Carlo Galeotti

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Carlo Galeotti


A intervenire al presidio anche Aurelio Rizzacasa, già docente ordinario di filosofia morale presso l’università di Perugia: “Quella scritta va fatta sparire – dichiara il professore -, poi voglio vedere con che coraggio ci vengono a denunciare. I rappresentanti della provincia dovrebbero vergognarsi. Far sparire quella scritta significa contrastare la falsa propaganda di un’invenzione storica che non esiste. Una falsità che va cancellata”.

“Quella scritta – prosegue la docente del liceo classico Stefania Fidanza – non è un problema di destra o di sinistra ma di rispetto del liceo dove non si insegna a ‘credere obbedire e combattere’, come succedeva nelle case del Balilla, ma a usare il senso critico”.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Stefania Fidanza

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Stefania Fidanza


“Noi studenti – prosegue Francesca – ci siamo sentiti feriti da quella scritta. Il liceo non deve presentarsi come Casa del Balilla ma come roccaforte della democrazia. La scritta deve essere cancellata, non detonalizzata, con tanto di pubbliche scuse alla famiglia di Mariano Buratti”.

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Francesco

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Francesca


“La nostra – conclude Maria Luna – è un’azione civica che va a rimarcare il nostro ruolo di studenti e cittadini. Ripristinare la scritta “Casa del Balilla” non è una rivalutazione storica ma uno sfregio ai valori democratici. Noi rifiutiamo l’idea di entrare in un luogo che, con quella scritta, non ci rappresenta più. Un luogo che rischia di diventare un monumento al fascismo”.

Daniele Camilli

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia - Maria Luna

Liceo Mariano Buratti – Casa del Balilla – Il presidio sotto la provincia – Maria Luna

Liceo Mariano Buratti - Casa del Balilla - Il presidio sotto la provincia


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