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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la nota invito all’incontro Quali politiche della memoria nella nostra repubblica? – Quali politiche della memoria nella nostra Repubblica? incontro dibattito lunedì 14 settembre, ore 17,30, sala conferenze della provincia.
Intervengono: Agnese Bertolotti, storica di Istoreco e ricercatrice Unitus; Paolo Henrici de Angelis, ex studente Buratti, presidente Anpi Viterbo, architetto; Umberto Laurenti, ex studente Buratti, già manager d’impresa e libero professionista; Giovanna Montella, costituzionalista e docente Uniroma 1; Carlo Venturi, già docente del liceo Buratti e architetto.
Coordina Carlo Galeotti, giornalista e direttore di Tusciaweb.
La circostanza del preteso ripristino della scritta “Casa del Balilla”, sulla facciata del liceo storico della città di Viterbo, intitolato dal 1964 al martire della Resistenza Mariano Buratti, mostra quanto sia necessario tenere vivo il rapporto tra storia e memoria, chiamando in causa la cittadinanza.
Le associazioni sopra richiamate vogliono aprire nella città un dibattito sugli aspetti tecnici, specialistici e sui criteri – sempre politici – con cui si assumono, o non si assumono, decisioni che riguardano le architetture, il paesaggio, le forme della città, che cambiano il rapporto di senso tra storia, memoria, presente.
Vogliamo aprire una discussione che metta in evidenza cosa, in un intervento di restauro che ad avviso di molti presenta anomalie rispetto ai criteri del restauro stesso, si stia salvaguardando del passato, in che modo questo possa dialogare con il presente e quale prospettiva disegna per il futuro.
Vogliamo interrogarci e interpellare le istituzioni rispetto a più ordini di problemi:
come una città è stata vissuta, abitata, attraversata dalla cittadinanza: nessuno che sia nato da 80 anni a questa parte ricorda la scritta in questione;
come un intervento di restauro debba essere rigoroso rispetto ai suoi stessi principi: non si rinnovano con materiali e colori di fantasia scritte che il tempo e i tempi hanno reso illeggibili, per non dire di quale delle iscrizioni che si sono avvicendate su quei muri si potrebbe scegliere;
come, dunque, si tratti di compiere scelte e valutazioni in senso politico – della polis!
Le possibili soluzioni devono passare infatti da una lettura del presente, dalla funzione che un edificio continua a svolgere – da oltre 60 anni l’edificio è sede della scuola pubblica nata dalla Costituzione – e anche dalla capacità delle istituzioni di collocare dentro rigorosi paletti storici ciò che altrimenti potrebbe essere assolutizzato.
L’incontro del 14 settembre, presso la sala riunioni della Provincia di Viterbo, vedrà infatti la partecipazione di soggetti competenti sia sul piano specifico della storia e del restauro, sia della loro presenza in quanto cittadine e cittadini portatori di una memoria, consapevoli della storia, attenti al significato che se ne produce nel presente e all’influenza che proietta sul futuro.
Cittadine e cittadini, studenti, docenti sono invitati a partecipare.
Articolo 3 Fondazione Sarti, Istoreco, Anpi Viterbo, Anpi Studenti

