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Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Le proteste dei cittadini sui social media e sulle pagine di Facebook riguardo ai rincari delle tariffe idriche e ai disservizi di Talete, esplose negli ultimi mesi riflettono un malcontento, alimentato dalla combinazione tra bollette più pesanti e reti colabrodo.
“La crisi climatica sta cambiando anche il valore strategico dell’acqua. Siccità più frequenti, precipitazioni irregolari, periodi prolungati di scarsità idrica e maggiore pressione sulle risorse naturali ci impongono di ripensare le infrastrutture e la gestione del servizio idrico – così ha scritto la segreteria provinciale di Sinistra italiana nel comunicato pubblicato il 15 settembre -. Nei prossimi decenni serviranno investimenti enormi per ridurre le perdite delle reti, proteggere le fonti, monitorare le falde, modernizzare gli acquedotti, migliorare l’efficienza energetica degli impianti e garantire acqua anche nei periodi di maggiore scarsità”.
Problemi grandi, sicuramente, ma che non esimono le amministrazioni locali dall’intervenire prontamente sui problemi “piccoli” che possono e devono essere risolti con tempestività per il bene dei cittadini.
Abbiamo verificato di persona le segnalazioni comparse il 6 settembre sul gruppo pubblico di “Io amo Tarquinia” riguardo al mancato funzionamento degli impianti di distribuzione dell’acqua potabile, le cosiddette “Casette dell’Acqua” ubicate rispettivamente nel parcheggio presso la scuola elementare e al quartiere dell’Olivo nelle vicinanze della chiesa, e abbiamo constatato che le casette sono state dismesse – Quando? Perché? – però l’acqua non è stata chiusa e, come si vede dalle foto, fuoriesce dalla base.
Nella prima la perdita è più copiosa e un rigagnolo scorre giù nel parcheggio, più contenuta quella della seconda. Spreco di acqua sotto gli occhi di tutti, cessazione di “un servizio molto importante per i cittadini, e anche per l’ambiente” come dichiarava nel 2018 il M5S che allora era all’opposizione.
A gennaio del 2022 lo scenario era identico a quello di oggi e il M5S sempre dai banchi dell’opposizione tuonava: «il sindaco (massima autorità sanitaria comunale) fa lo struzzo, ignorando che il servizio delle casette dell’acqua per tante famiglie è di vitale importanza.
L’atteggiamento del Sindaco oltre a non garantire la qualità di cui I cittadini hanno diritto anche in termini di percezione, danneggia la riduzione del consumo di plastica, perché è ovvio che lo stato in cui versano le casette induce a tornare verso l’acqua imbottigliata» e concludeva: “Auspichiamo (…) che il Sindaco intervenga rapidamente (…) E non gli diremo bravo perché lo stato decoroso degli impianti non è un optional”.
Sei mesi dopo, il sindaco di allora aveva rimesso in funzione i due impianti di distribuzione gratuita di acqua microfiltrata e dearsenificata.
Ci aspettiamo ora che il M5S che adesso è in maggioranza faccia con coerenza la propria parte e promuova il ripristino delle Casette dell’acqua.
Noi di Sinistra Italiana, dai banchi dell’opposizione, “non gli diremo bravo, perché lo stato decoroso degli impianti non è un optional” e, soprattutto – e questo lo aggiungiamo noi – il risparmio idrico in tempi di crisi climatica ed economica è un imperativo categorico.
Segreteria del Circolo di Sinistra Italiana “Luigi Daga” di Tarquinia

