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Cento capimafia in Sardegna, 41 trasferiti da Mammagialla

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Viterbo – (sil.co.) – Tre anni dopo il via libera al nuovo padiglione da oltre 10 milioni di euro nel carcere di Mammagialla, ieri è arrivata la notizia dell’imponente operazione “Iride”, e della chiusura della sezione 41 bis di Viterbo, col trasferimento nel super carcere cagliaritano di Uta, in tre giorni, di cento detenuti in regime di carcere duro, 41 dei quali reclusi al Nicandro Izzo. Tra gli obiettivi, recuperare spazi detentivi presso la casa circondariale del capoluogo.


Operazone "Alto impatto" - Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna

Operazione “Iride” – Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna


Stop al 41 bis. L’operazione di trasferimento in Sardegna dei primi 88 detenuti, arrivati a 100 con i venti trasferiti ieri, è stata condotta il 5 e il 6 settembre da 207 uomini del Gruppo operativo mobile, Gom, interessando 9 istituti penitenziari, con strategiche movimentazioni di condannati per mafia e mirate attività di perquisizione straordinaria di intere sezioni 41 bis. Detenuti pericolosi sono arrivati anche da Milano (9), Roma (4), L’Aquila (7), Spoleto (6) e Terni (21), dove anche è stata chiusa la sezione. 

Impiegati 10 voli militari. La complessa macchina operativa ha visto l’impiego coordinato di sessantacinque veicoli di servizio suddivisi in otto convogli terrestri, sette ambulanze per l’assistenza sanitaria, dieci voli militari, due velivoli della guardia di finanza e due droni dedicati al monitoraggio aereo dall’alto. 

Capimafia “concentrati” in Sardegna. Con il nuovo padiglione di Uta, la Sardegna consolida, tra le proteste degli isolani, un primato nazionale per concentrazione di capimafia e criminali di altissimo profilo. La struttura cagliaritana si aggiunge infatti ai reparti speciali già operativi da anni negli istituti di Sassari-Bancali e Nuoro-Badu ‘e Carros. Un triangolo della massima sicurezza che trasforma la regione nel principale polo detentivo d’Italia per il contenimento del fenomeno mafioso.


Operazione "Iride" - Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna

Operazione “Iride” – Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna


“Obiettivo recuperare spazi detentivi”. Il trasferimento, avvenuto senza preavviso, è il risultato di un piano avviato dal ministro della giustizia Carlo Nordio a giugno 2025. “L’obiettivo – si legge in una nota della polizia penitenziaria – è di superare la promiscuità tra i differenti circuiti detentivi e di creare poli dedicati esclusivamente al regime speciale. Inoltre, l’amministrazione penitenziaria cerca di azzerare la capacità di comando dei vertici mafiosi e nel contempo consente di recuperare importanti spazi detentivi attraverso la chiusura definitiva delle sezioni 41-bis dei penitenziari di Viterbo e di Terni”.

Operazione "Iride" - Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna

Operazione “Iride” – Detenuti al 41 bis trasferiti in Sardegna


Sovraffollamento al 151% nel Lazio. Il sistema penitenziario italiano ha nel frattempo raggiunto il livello di sovraffollamento più alto dell’ultimo decennio. Secondo gli ultimi dati ufficiali resi noti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, aggiornati al 31 agosto, il tasso di affollamento medio nazionale si attesta al 142%, un valore in costante e rapida crescita se confrontato con il 118% registrato nell’ottobre 2022. Nel Lazio, in particolare, la soglia critica è ampiamente superata, toccando un tasso di affollamento medio del 151% per un totale di quasi 7mila presenze complessive. 


Articoli: Chiude il 41 bis a Mammagialla, maxitrasferimento di detenuti in Sardegna – Ampliamento carcere di Mammagialla, via libera al nuovo padiglione da oltre 10 milioni di euro


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