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Viterbo – Chiude la sezione 41 bis del carcere Nicandro Izzo di Viterbo, 88 detenuti in regime di carcere duro sono stati trasferiti nel penitenziario di Uta a Cagliari, in Sardegna, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità.
La delicatissima operazione. che si è svolta in totale sicurezza, è stata condotta e coordinata dal Gruppo operativo mobile, interessando 9 istituti penitenziari, con strategiche movimentazioni di detenuti condannati per mafia e mirate attività di perquisizione straordinaria di intere sezioni 41 bis presso le strutture di Parma, Roma e Nuoro. Si tratta della seconda fase operativa del progetto di riorganizzazione del regime speciale con l’obiettivo di recuperare importanti spazi detentivi attraverso l’intera chiusura delle sezioni 41 bis di Viterbo e di Terni.
“Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso l’apposita sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del reparto operativo mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l’incredibile professionalità della polizia penitenziaria. Sono state coinvolte oltre 220 unità di polizia penitenziaria, in forza ai reparti territoriali e alle articolazioni specializzate del corpo, vettori aerei della guardia di finanza e diversi contingenti della polizia di stato e dell’arma dei carabinieri”.
Lo spiega una nota del sottosegretario alla giustizia e senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, che aggiunge: “Rivolgo un sincero ringraziamento e plauso al capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, al dirigente generale di polizia penitenziaria, Augusto Zaccariello, a tutto il corpo di polizia penitenziaria e alle altre forze di polizia. Il 41 bis è il principale strumento di contrasto alla mafia e l’ultimo baluardo della sicurezza nazionale. Il nostro ordinamento e la nostra polizia penitenziaria sono d’esempio per numerosi stati esteri che studiano l’Italia nella lotta alla criminalità organizzata”. “Il governo e Fratelli d’Italia – conclude – non arretreranno di un millimetro su carcere duro ed ergastolo ostativo, con l’aiuto imprescindibile degli uomini e delle donne in divisa”.
