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“Cinema Genio, il fallimento di Frontini”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sul cinema Genio la propaganda dell’amministrazione Frontini non può più nascondere il fallimento.

Il programma elettorale prometteva di riportare nel centro storico servizi come cinema, teatri e biblioteche. Indicava espressamente il Genio tra gli immobili comunali inutilizzati e lo inseriva nei programmi di rigenerazione urbana. Era un impegno politico chiaro verso una città privata da troppo tempo del grande schermo.

La sindaca Chiara Frontini

La sindaca Chiara Frontini


Dopo oltre quattro anni, il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Genio è ancora chiuso, il cantiere non esiste e deve ancora cominciare persino l’iter della progettazione. Alla fine del mandato, Viterbo non avrà riavuto il suo cinema.

L’amministrazione uscente tenta ora di presentare come un successo l’arrivo dei finanziamenti e l’annuncio di tre sale che “potranno essere utilizzate come cinema”, oltre che come teatro e centro congressi. Ma proprio questa formula rivela la distanza tra quanto promesso e quanto si intende realizzare.

Un centro congressi nel quale sia possibile proiettare occasionalmente un film non è un cinema. Un cinema significa programmazione stabile, gestione dedicata, accordi con i distributori, personale, servizi per il pubblico e apertura durante tutto l’anno. Di tutto questo non è stata fornita alcuna garanzia.

Il progetto annunciato non restituisce quindi alla città il cinema promesso: trasforma il cinema in una funzione eventuale e accessoria di una struttura polifunzionale. È la sostituzione silenziosa di un impegno elettorale con qualcosa di diverso, accompagnata dal tentativo di convincere i cittadini che nulla sia cambiato.

Ma le parole non accendono uno schermo. I comunicati non aprono un cantiere. I finanziamenti, pur importanti, non cancellano gli anni perduti e non autorizzano nessuno a proclamare una vittoria che ancora non esiste.

Il bilancio politico è netto: Frontini aveva promesso di affrontare il recupero del Genio e di riportare il cinema nel centro storico. Il mandato si avvia alla conclusione senza un cinema, senza lavori avviati e senza una data certa per la riapertura. Questo non è un risultato da celebrare. È una promessa mancata.

Viterbo - Cinema Genio

Viterbo – Cinema Genio


Ora deve essere la volontà popolare a imporre una scelta chiara. La raccolta firme lanciata sui social merita il massimo sostegno perché afferma un principio semplice: sul futuro del Genio non può decidere soltanto la propaganda dell’amministrazione uscente. Devono contare i cittadini.

Più firme saranno raccolte, più sarà difficile ridurre il cinema a un utilizzo occasionale dentro un centro congressi. Il sostegno popolare può costringere il comune a inserire nel progetto una vera funzione cinematografica, una programmazione permanente e un modello di gestione credibile.

Viterbo non chiede una sala nella quale, forse, ogni tanto si potrà proiettare un film. Viterbo vuole un cinema vero, vivo e aperto tutto l’anno.

Firmare significa difendere questa richiesta. Significa opporsi alla sostituzione della realtà con gli annunci. Significa ricordare all’amministrazione uscente che il Genio appartiene alla città e che la volontà dei viterbesi non può essere aggirata con un gioco di parole.

Contro la propaganda servono partecipazione, firme e voce popolare. Se il comune non ha mantenuto la promessa, siano i cittadini a pretendere che il cinema Genio torni finalmente a essere un cinema.

Giacomo Barelli – europeisti.eu


– Il programma di Chiara Frontini del 2022


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