Civitavecchia – Numeri in crescita sul fronte degli arrivi, ma segnali meno incoraggianti per le attività commerciali. È il contrasto che emerge dalla stagione crocieristica 2026 a Civitavecchia, dove il traffico passeggeri raggiunge livelli senza precedenti. Sono oltre 3,5 milioni i crocieristi attesi nello scalo marittimo civitavecchiese: una presenza imponente che, tuttavia, sembra produrre ricadute economiche tutt’altro che uniformi sul tessuto commerciale della città.
Civitavecchia – I turisti in città
A fronte dell’aumento degli sbarchi, infatti, diversi commercianti e piccoli imprenditori raccontano di un volume d’affari in diminuzione rispetto alla scorsa stagione. E il confronto con gli anni precedenti alla pandemia restituisce un quadro ancora più netto: secondo gli esercenti, i livelli di consumo raggiunti prima del covid non sarebbero più tornati.
Il fenomeno appare particolarmente evidente nelle attività di somministrazione del centro cittadino, lungo i percorsi maggiormente frequentati dai visitatori appena scesi dalle navi. Tra questi c’è Corso Marconi, uno dei primi assi commerciali attraversati dai crocieristi diretti verso il centro dopo l’arrivo a Largo della Pace.
“La diminuzione degli incassi è evidente – racconta la titolare di un bar-pasticceria situato a pochi passi dal porto – e rispetto allo scorso anno la stimerei intorno al 20 per cento”.
Una situazione che, spiega la commerciante, rende complicata anche la gestione quotidiana dell’attività. Il calendario degli approdi viene infatti utilizzato dagli esercenti per cercare di prevedere i flussi e organizzare di conseguenza il personale. Ma il numero delle navi attraccate non sembra essere sempre direttamente proporzionale alla quantità di clienti che entrano nei negozi e nei locali.
“Ci sono giornate in cui sono annunciati sei o sette arrivi e, proprio sulla base di queste previsioni, decidiamo di rafforzare il personale, convinti che ci sarà un maggiore afflusso. Poi può capitare che arrivino meno turisti rispetto al giorno precedente, quando erano sbarcate soltanto tre navi”.
Una variabilità che, secondo gli esercenti, rende difficile costruire una programmazione efficace. “Con questo sistema diventa complicato organizzare i turni e stabilire quante persone impiegare. Non sempre a un numero maggiore di navi corrisponde un incremento dei consumi”.
