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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Buonasera dott. Carlo Galeotti,
ho appena letto il suo articolo sulla sindaca Chiara Frontini e ho avuto quasi la sensazione che avesse messo nero su bianco quello che penso.
Credo inoltre che abbia dato voce a tante persone che, per un motivo o per un altro, non hanno il coraggio o la possibilità di esprimere apertamente le proprie critiche.
Con questo messaggio volevo semplicemente farle arrivare tutta la mia stima.
Grazie.
Alessandra Bernabei
Vede, purtroppo viviamo un momento di vita politica cittadina mai visto. E la cosa che più mi disturba è una cosa che lei sottolinea in modo acuto: “Credo inoltre che abbia dato voce a tante persone che, per un motivo o per un altro, non hanno il coraggio o la possibilità di esprimere apertamente le proprie critiche”, mi scrive.
Siamo arrivati al punto che ci sono molte persone che a quattro occhi fanno tutte le critiche ovvie a questa politicamente indecente amministrazione, ma non hanno il coraggio di farlo apertamente. Questo è il perfetto contrario dello stato di diritto. Se si ha paura vuol dire che qualcuno esercita un potere al di fuori dello stato di diritto. Perché lo stato di diritto è quella cosa che difende il cittadino dai soprusi di chi detiene il potere.
Dice un grande politico, con cui ho percorso a tratti la mia vita politica, non senza dissensi, Marco Pannella: “Dove c’è strage di diritto, prima o poi c’è strage di popoli”.
Ecco, siamo in una fase che vede, nella grande politica e geopolitica e nei piccoli mondi abitati da strani personaggi come la sindaca Chiara Frontini, chi si fa strame dello stato di diritto.
Vede, l’ispiratore, consigliere politico e, mi dicono, grande stratega della politica cittadina sarebbe tal Fabio Cavini, marito della sindaca. Per capirne il ruolo basta ascoltare gli audio della cena dei veleni, in cui Cavini usa il noi e spiega metodi e prassi politiche adottati. E non dice “io”, ma dice “noi”, alla presenza della sindaca Frontini, che non dissente e non prende le distanze né al momento né dopo. Cavini dice cose terribili.
Cena dei veleni – Cavini: “Bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame”
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Ricordo le solite due frasi che ormai sono diventate paradigmi di un certo pensiero politico e che potrebbe essere tipico di una democratura.
Cavini afferma: “Bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame”. E poi illustra il metodo: “Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”.
Frasi terribili. Ecco cosa ispira il governo della città. E se c’è questo non è strano che ci sia chi ha timore di dire che questa amministrazione ha fatto danni inenarrabili alla città. Dal centro storico, azzerato e fuori controllo dal punto di vista della sicurezza, al calcio, alla viabilità, alla manutenzione della città, allo stato delle nostre mura monumentali, le nostre strade e monumenti, il marrone pubblico. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Ma chi vive a Viterbo sa come è ridotta la città. Il nostro cimitero, pratogiardino Lucio Battisti. Non c’è nulla che funziona. Ah, sì, una cosa c’è: le piste ciclabili. Che ogni giorno vedono migliaia di ciclisti. E che con i loro bei cordoli e la loro larghezza ridicola sono delle specie di trappole pericolosissime.
Ecco, in una situazione del genere la sindaca Frontini di cosa si preoccupa? Della sua piccola carriera politica e fa un accordo con Forza Italia, per garantirsi delle prospettive e se possibile uno “stipendio” mensile di quasi 10mila euro lordi a carico dei cittadini.
A proposito, cosa interessante, ovviamente prima di fare l’accordo con Forza Italia, sicuramente, la sindaca Frontini deve aver fatto una riunione con tutti i membri del suo movimento sedicente civico Viterbo 2020, che a maggioranza avrà deciso per l’accordo. Ne siamo certi. Vero, sindaca? Perché così funzionano le strutture democratiche. Perché se non fosse così, vorrebbe dire che la decisione di buttare a mare il movimento Viterbo 2020 è stata presa in solitaria in casa Frontini. Cosa che avrebbe dell’incredibile.
No, la decisione di buttare a mare tutti gli esponenti della maggioranza e membri del movimento sarà stata una decisione presa democraticamente. Evidentemente tutti devono essersi resi conto che il futuro politico della sindaca valeva di più delle singole vite e carriere di “scappati di casa”, come ama definire i suoi Frontini.
Fabio Cavini: “Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”
La cena dei veleni per la quale Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata
Perché una cosa è certa, il tradimento da parte del movimento Viterbo 2020 della sua vocazione civica, da un lato garantisce la carriera della sindaca e pure lo “stipendio”. Dall’altro butta giù dalla barca tutti gli altri. A meno che non si affrettino a scendere dalla barca e a prendere le distanze dalla più deleteria amministrazione che la città abbia mai visto.
L’accordo con Forza Italia porta con sé, chiaramente per chi si occupa di analisi politica, la trombatura elettorale di quasi tutti i membri della maggioranza. E questo se va bene alla sindaca. Se va male, mettiamo che il centrodestra faccia sul serio e vada unito alle elezioni, la sindaca sparisce, e spariscono ancora di più i suoi consiglieri e assessori. Perché sarà difficile che il centrodestra candidi Frontini. Ma pure in quel caso assessori e consiglieri spariscono. Se ne potrebbero salvare forse uno o due. Tra consiglieri e assessori, dico.
Insomma, politicamente Frontini ha barattato il suo movimento e i suoi sodali per la sua piccola ma remunerativa carriera politica. Evidentemente tutti nella maggioranza sono felici e d’accordo. Contenti loro, contenti tutti.
Un ultimo caso umano/politico. Debbo dire che fa un po’ caso Alfonso Antoniozzi convertito al berlusconismo. E sì, perché anche lui come membro della maggioranza ormai indossa la casacca azzurra. Evidentemente deve essersi dimenticato di tanti discorsi fatti in passato. Ma contento lui.
Tutto ciò per tentare di capire in quale decadenza politica e di civiltà siamo arrivati. E lo sa l’unica speranza qual è? Sono persone come lei che hanno il coraggio delle proprie idee, che non hanno paura, che praticano l’ortopedia del camminare eretti, Orthopädie des aufrechten Ganges, come scriveva il filosofo Ernst Bloch. Grazie per esistere mi vien da dirle.
Vede lei, come chi scrive, la sera si guarda allo specchio serenamente. Non mi pare che questa sia una condizione molto diffusa nei palazzi del potere.
Carlo Galeotti
– Carlo Galeotti: Cara sindaca Frontini, le lezioni di giornalismo e di etica le faccia a qualcun altro
