Viterbo – Ancora una girata e un sollevate e fermi: Dies Natalis è tornata dalla sua Rosina. A conclusione del trionfale trasporto della macchina di Santa Rosa, i facchini l’hanno portata a casa, davanti alla basilica, nell’ultima corsa finale.
Viterbo – La macchina di Santa Rosa davanti alla basilica
Dopo la fatica che ha caratterizzato l’intero percorso, i facchini hanno posato Dies Natalis a piazza del Teatro, la penultima tappa, pronti ad affrontare lo sforzo conclusivo della salita nel nome della fede e dell’amore per Santa Rosa.
Una sosta fondamentale per riprendere fiato e raccogliere le ultime forze rimaste.
Viterbo – Santa Rosa 2026 – Dies Natalis sulla salita
Le migliaia di persone che hanno gremito strade, piazze e balconi, hanno incitato i facchini e intonato le note della “Sera del tre”, eseguita dall’immancabile Banda di Vejano. Tutti hanno girato foto e scattato video per poter immortalare e ricordare uno dei punti salienti del trasporto.
Così, corde alla mano per agevolare la salita e ciuffi “accapezzati”, con un ultimo scatto di forza e adrenalina da parte dei facchini, Dies Natalis è tornata a casa di corsa tra applausi e commozione. Ma non è stata poggiata subito sui cavalletti. Il capofacchino Luigi Aspromonte ha chiesto ai suoi di fare un ultimo sollevate e fermi di fronte alla basilica e solo dopo è arrivato il grido finale di “Facchini di Santa Rosa, fuori!”.
Viterbo – Santa Rosa 2026 – Dies Natalis davanti alla basilica
I facchini, finalmente liberi dalla fatica, si sono abbracciati in un ultimo slancio di commozione, mentre il capofacchino, Luigi Aspromonte, il presidente del sodalizio del facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, Mirko e Vincenzo Fiorillo, hanno brindato e urlato di gioia in onore di un altro bellissimo trasporto.
Viterbo – Santa Rosa 2026 – L’abbraccio tra Luigi Aspromonte e Massimo Mecarini
Sia Aspromonte che la sindaca Chiara Frontini sono poi stati sollevati in aria per festeggiare ancora una volta un trasporto da record.
Elisa Cappelli



