Viterbo – Ma ci sono i miracoli laici? Diciamo i miracoli fatti grazie al Dio di Spinoza, per dirla tutta. Grazie all’impegno civile, grazie alla creatività, alla spiritualità laica. Ebbene sì. Ora lo possiamo dire. Sì, esistono i miracoli anche per chi “crede” nel Dio di Spinoza. Questa volta, la sera del 3 settembre, sono accaduti almeno due miracoli laici.
Viterbo – Italo Leali a piazza del comune durante il trasporto – Il prefetto Sergio Pomponio con la moglie
Il trasporto di Dies Natalis è stato impeccabile, come non ho mai visto. Questa macchina, per la prima volta larga anche nelle parti alte, sfiorava magicamente le grondaie del corso, senza mai toccarle. Ovviamente anche quest’anno c’è stato qualche cretino che ha tentato di toccare la macchina dalla sua finestra. Come dire, anche i miracoli hanno dei limiti.
Il miracolo l’hanno fatto i facchini, il capofacchino Luigi Aspromonte, il presidente Massimo Mecarini e, lasciatemelo dire, soprattutto le guide. Straordinari personaggi che permettono alla macchina di passare nelle strade del centro storico. Grazie! Grazie a Stefano Corbucci, Massimo Corinti, Pietro Mecarini, Gianluca Roselli, Franco Taratufolo, Mario Andreoli, Alessandro Camilli, Alvaro Fasanari, Danilo Lucarini, Maurizio Lucarini, Claudio Piergentili e Luca Floris.
Non basta. Le spallette aggiuntive sono state inserite alla fine del corso con una maestria mai vista. E allora bravi ragazzi.
Italo Leali e Dies Natalis
La perfezione del trasporto è una cosa che possono vedere solo i vecchi come chi scrive, che da anni segue la macchina. Ma vi garantisco che questa perfezione è fatta di bellezza dei gesti, di armonia dei movimenti, di rigore intellettuale di chi guida e chi esegue. Una sorta di proporzione aurea fatta di umanità, fede, coraggio.
Ma il 3 settembre c’è stato un altro miracolo laico. Potente. Una persona colpita dalla Sla era in piazza del Comune a vedere il trasporto di Dies Natalis. Questa persona è Italo Leali, che una ne pensa e cento ne fa. Ma questa volta chi ha fatto il miracolo laico non è Italo. È stato un insospettabile burocrate dello stato: il prefetto Sergio Pomponio, che ha avuto l’idea, non semplice da realizzare, di portare al centro di piazza del Comune, in realtà vicino alla prefettura, Italo, con tutti i suoi macchinari che lo tengono in vita, con tutta la sua forza, con tutto il suo coraggio, con tutta la dolcezza del suo sguardo e del suo sorriso.
Viterbo – Italo Leali festeggia il compleanno in piazza del Comune col prefetto
Sergio, ormai con Italo lo chiamiamo così, ha realizzato l’idea, spostando mari e monti. E Italo, vestito di bianco in onore dei facchini, non solo ha seguito de visu il trasporto, ma dopo mezzanotte e dopo il passaggio della macchina ha potuto festeggiare il suo 56esimo compleanno.
Insomma, questa volta il prefetto l’ha fatta grossa: ha fatto il miracolo laico. Se al governo vengono a saperlo, c’è pericolo che ce lo portino via, il nostro prefetto. Con una bella promozione per un personaggio di questa caratura umana, tecnica e culturale. Ma il governo sappia che ci opporremo con tutte le nostre forze allo scippo del nostro prefetto. Come dire, Sergio è nostro e guai a chi ce lo tocca. Ovviamente stiamo celiando ma dicendo la verità.
Viterbo – Santa Rosa – Italo Leali a piazza del comune
E alla fine non si può non domandarsi: ma è normale voler bene a un burocrate, a un prefetto? Ebbene, l’altra notte, mentre lavoravamo insieme con Italo, abbiamo stabilito che noi a Sergio vogliamo bene. Incredibile perfino per noi. Mai visto qualcuno che vuol bene a un prefetto.
Carlo Galeotti



