Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quarantamila euro richiesti dalla Asl di Viterbo a 14 medici di medicina generale per alcune prescrizioni considerate non appropriate. Una vicenda che impone una riflessione sulle possibili ricadute sulla continuità delle cure, soprattutto per gli anziani e per chi vive con patologie croniche.
“Non possiamo correre il rischio che il contenimento della spesa finisca per condizionare le scelte terapeutiche – afferma Cinzia Vincenti, segretaria generale Spi Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo –. Dietro i numeri e le contestazioni amministrative ci sono persone fragili che ogni giorno hanno bisogno di quelle prescrizioni per curarsi e una prescrizione deve rispondere prima di tutto alle loro condizioni di salute. Un anziano non è una cifra né una media statistica”.
E poi ridurre o rendere più difficile l’accesso ai farmaci necessari non significa necessariamente risparmiare: può significare aggravare le condizioni di salute, aumentare il ricorso alle strutture sanitarie e trasferire successivamente costi ancora maggiori sul sistema sanitario e sulle famiglie.
La vicenda non è isolata. Già nel 2024 a Viterbo era stata avanzata una richiesta di rimborso nei confronti di 16 medici di medicina generale, per quasi 38 mila euro. Il ripetersi di situazioni analoghe pone anche un problema di attrattività della medicina generale”.
I medici di famiglia sono già pochi – continua Vincenti – e vicende di questo tipo rischiano di rappresentare un deterrente per le nuove generazioni che si affacciano alla professione. Se non rendiamo questa attività più attrattiva al fine di assicurare una presenza adeguata sul territorio, rischiamo di indebolire ulteriormente la medicina territoriale, proprio quando ce n’è maggiore bisogno.”
Lo Spi Cgil chiede garanzie affinché le verifiche sulle prescrizioni non producano ricadute negative sugli assistiti.
“La sanità non può essere governata soltanto con la calcolatrice – conclude Vincenti –. Prima dei bilanci vengono le persone. Servono medici di famiglia sufficienti e condizioni che consentano loro di lavorare con serenità e autonomia professionale. Diversamente, saranno soprattutto gli anziani e le persone fragili a pagarne le conseguenze.”
Spi Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo
