Barberino del Mugello – Quaranta minuti di trattativa sul viadotto dell’A1 per cercare di convincere Federico Vella a non gettarsi nel vuoto, dopo la morte dell’ex compagna Lorena Isceri. È uno degli ultimi elementi emersi nell’inchiesta sul femminicidio avvenuto il 3 settembre nel territorio di Barberino del Mugello.
Barberino del Mugello – Quaranta minuti di trattativa sul viadotto dell’A1 per cercare di convincere Federico Vella a non gettarsi nel vuoto
Le immagini mostrano gli agenti e i vigili del fuoco mentre hanno tentato a lungo di far desistere il 36enne. In particolare, una giovane agente della polizia stradale si è inginocchiata sull’asfalto e ha cercato di stabilire un contatto con Vella, che si trovava oltre il guardrail. La trattativa è durata circa 40 minuti, ma il tentativo non ha avuto esito. Alla fine Vella si è lasciato cadere dal viadotto ed è morto.
Poco prima Lorena Isceri era stata sequestrata dall’ex compagno. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo l’avrebbe attesa nel garage della sua abitazione a Firenze, aggredita, immobilizzata con fascette e rinchiusa nel bagagliaio dell’auto. Nell’auto sarebbero state trovate fascette elettriche e nastro adesivo. L’uomo avrebbe inoltre coperto con lo scotch le fotocellule del garage per impedire la chiusura delle porte. Per la procura di Firenze, l’ipotesi più accreditata è quella di un’aggressione premeditata.
Barberino del Mugello – Quaranta minuti di trattativa sul viadotto dell’A1 per cercare di convincere Federico Vella a non gettarsi nel vuoto
Dal bagagliaio Lorena è riuscita a chiamare il 112 ed è rimasta in contatto con la centrale operativa per circa venti minuti. È confermato anche un tentativo di contattare un amico. Non è invece confermato che abbia telefonato alla madre. La stessa donna ha dichiarato di non aver ricevuto chiamate dalla figlia mentre era sequestrata. Resta invece da verificare se Lorena abbia tentato di contattarla.
La richiesta d’aiuto ha consentito alle forze dell’ordine di localizzare la vettura e raggiungere il viadotto Lora sull’A1 Panoramica. Resta però ancora da definire con certezza la sequenza esatta della morte di Lorena. Sarà l’autopsia a stabilire se la donna fosse ancora viva al momento della caduta o se fosse già morta prima dell’impatto al suolo.
Lorena Isceri e Federico Vella
L’incarico per l’autopsia sarà conferito lunedì. Un esame medico-legale sarà eseguito anche sul corpo di Vella per verificare l’eventuale assunzione di sostanze. La madre di Lorena ha raccontato che la figlia aveva paura dell’ex compagno e che durante l’estate era tornata in Puglia anche per questo motivo. Ha però precisato che Lorena non aveva denunciato Vella. Anche un’amica della donna ha raccontato di averla invitata più volte a rivolgersi alle forze dell’ordine. Non risultano tuttavia precedenti denunce della donna contro Federico Vella.
Le indagini sono coordinate dalla procura di Firenze e puntano ora a chiarire due aspetti principali: quanto fosse stato pianificato prima dell’aggressione e quale sia stata l’esatta successione degli eventi sul viadotto.


