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Viterbo – (sil.co.) – Acquisti di preziosi online con carte clonate. il processo si chiude per prescrizione. Si è chiusa con un nulla di fatto, per intervenuta prescrizione dei reati, la vicenda giudiziaria che vedeva imputata una donna di 27 anni, originaria di Capodimonte, accusata davanti al giudice Jacopo Rocchi di aver effettuato una serie di acquisti fraudolenti di beni di lusso sul web per un valore complessivo di oltre 4.600 euro.
Blitz al centro commerciale. L’indagine, condotta dalla polizia postale, era scattata in seguito a diverse segnalazioni relative a transazioni eseguite mediante carte di credito clonate o false. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna aveva ordinato gioielli e orologi pagandoli con codici di carta illeciti. Tra gli episodi contestati spicca quello del primo giugno 2022, quando la 27enne si è stata bloccata dalla Polpost, dopo essersi recata di persona presso il punto vendita di una nota catena, presso un centro commerciale del capoluogo, per ritirare uno degli orologi ordinati online, portando con sé la suocera e tenendo un neonato in braccio.
In casa un “tesoro”. Durante la perquisizione nell’abitazione di Blera dove la 27enne viveva con altre persone, il personale della Polpost ha scoperto un “tesoro” nella camera della donna. “Un’agenda con annotati codici di carte di credito riferibili a ordini fatti, con titolari anche stranieri, inglesi e cinesi, nonché scatole di gioielli tutti della stessa marca. Abbiamo inoltre sequestrato un telefono con scheda sim usato per gli ordini. La donna non è risultata titolare di nessuna delle quattro carte di credito usate, tra cui quella con cui sono stati ordinati i due orologi che hanno fatto scattare il blitz”, ha spiegato in aula a aprile dell’anno scorso un poliziotto che ha preso parte all’operazione.
“Un solo orologio, di modesto valore”. Nel corso delle udienze, l’avvocato Roberto Massatani ha focalizzato la linea difensiva sul modesto valore economico, attorno ai 50-70 euro, del singolo orologio oggetto di quella specifica contestazione, l’unico riconducibile in qualche modo all’imputata all’interno del quadro complessivo dell’inchiesta. Con il passare del tempo e il prolungarsi dei tempi della giustizia rispetto alla data dei fatti contestati, i termini di legge sono stati superati. Il procedimento si è dunque concluso con la dichiarazione di estinzione del reato per intervenuta prescrizione, senza alcuna condanna a carico dell’imputata.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
