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Inchiesta sull’alta velocità Napoli-Bari, anche un viterbese tra gli indagati

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Treno Frecciarossa

Treno Frecciarossa – Immagine di repertorio

Viterbo – Alta velocità Napoli-Bari, inchiesta sui cantieri: tra gli indagati anche un 56enne di Viterbo.

Si tratta di Vincenzo Metelli, 56 anni, di Viterbo.

L’indagine ruota attorno alla gestione dei lavori e dei subappalti e ipotizza un sistema di rapporti, favori e utilità.

Al centro degli accertamenti ci sarebbe la Areco di Marcianise, società che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe beneficiato di condizioni favorevoli nella filiera dei cantieri.

Gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti con alcune delle società impegnate nei lavori.

Tra le figure al centro dell’inchiesta c’è Dante Salzillo, che secondo la ricostruzione degli investigatori avrebbe svolto un ruolo di collegamento nei rapporti con la filiera dei cantieri e avrebbe cercato di garantire alla società condizioni di particolare favore, tra cui pagamenti più rapidi, affidamenti di subappalti e lavori in economia, oltre a possibili deroghe o semplificazioni operative.

Secondo gli inquirenti, il presunto sistema avrebbe consentito di ottenere vantaggi nella gestione dei cantieri e nella liquidazione dei crediti derivanti dai rapporti contrattuali, in cambio di denaro e altre utilità.

Lo scambio di favori, sempre secondo il quadro ricostruito dalla procura, sarebbe avvenuto anche attraverso somme di denaro contante, cene, viaggi, telefoni cellulari e orologi di lusso.

Oltre a Dante Salzillo risultano indagati i fratelli Raffaele Salzillo, 49 anni, e Angelo Salzillo, 39 anni, entrambi di Marcianise.

Nel registro degli indagati figurano inoltre Aristodemo Busillo, 56 anni, di Salerno; Giovanni Gentile, 39 anni, di Napoli; Alessio De Luca, 42 anni, di Fara in Sabina; Vincenzo Metelli, 56 anni, di Viterbo; Luciano Vermicelli, 65 anni, di Orvieto; Piero Centonze, 40 anni, di Milano; Maurizio Ferroni, 61 anni, di Passignano sul Trasimeno; e Francesco Cosentino, 46-47 anni, di Lauria. Tra gli indagati compare anche Colella, la cui posizione è oggetto di accertamento nell’ambito della stessa vicenda.

Le contestazioni, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, riguardano diverse ipotesi, dalla gestione illecita dei rifiuti a profili di natura fiscale, fino a presunte violazioni relative alla gestione della manodopera impiegata nei subappalti.

Si tratta di contestazioni ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le persone coinvolte, allo stato, risultano soltanto indagate.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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