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Viterbo – “La produzione non si è mai fermata, i danni valutati tra i tre e i quattro milioni”. Giuliano Migliorati, legale dell’azienda agricola Danilo Camilli, ripercorre le ore successive all’incendio di venerdì in strada Camorrelle, nella zona di Castel d’Asso. Il rogo ha distrutto quasi tre capannoni, celle frigorifere, due linee di lavorazione, mezzi e merce. Ma la produzione è ripartita già nelle ore successive. Subito.
Avvocato Migliorati, qual è oggi la situazione nell’azienda?
“Il fuoco è spento. Fino a l’altro ieri i vigili del fuoco sono tornati per alcuni punti che richiedevano attenzione, ma l’emergenza è stata superata. Dobbiamo ringraziarli: hanno lavorato per un giorno e mezzo senza interruzione, smontando e intervenendo sulle strutture danneggiate”.
E la produzione?
“Non si è mai fermata. L’azienda ha continuato a mantenere la catena di produzione anche all’esterno. Da Spoleto sta arrivando una grande copertura mobile, una tensostruttura che consente di lavorare protetti e nel rispetto degli standard di igiene e sicurezza. Ci era stata preventivata in dieci giorni, ma sarà montata in tempi brevissimi”.
Quando tornerete pienamente in linea anche sotto il profilo delle strutture?
“Il lavoro sulla copertura mobile dovrebbe concludersi in tempi rapidi. L’azienda potrà lavorare nuovamente anche sotto questo punto di vista”.
Chi ha consentito di ripartire subito?
“C’è stata una mobilitazione straordinaria. Imprese che potrebbero essere considerate concorrenti, come i fratelli Calevi, l’azienda di Roberto Merlani, quella di Pasqualetti e l’azienda agricola di Marco Capobianco, hanno messo a disposizione linee di produzione e celle frigorifere. Da Fondi sono state portate due grandi celle frigorifere, le tensostrutture sono arrivate da Spoleto. Gli artigiani si sono messi immediatamente al lavoro per ripristinare gli impianti elettrici”.
Viterbo – L’azienda agricola di Danilo Camilli dopo l’incendio – Venerdì ancora sul posto i vigili del fuoco
Che lavoro hanno dovuto svolgere i vigili del fuoco?
“Hanno lavorato per un giorno e mezzo senza interruzione. Non si sono limitati allo spegnimento: hanno dovuto smontare e intervenire sulle strutture danneggiate, per raggiungere i punti che richiedevano ancora attenzione. Dobbiamo ringraziarli”.
Anche i dipendenti sono intervenuti nelle prime ore?
“Sì. Dopo l’allarme dato da un confinante, Andrea Bevilacqua, nella notte tanti lavoratori sono accorsi subito. Sono arrivati in ogni modo e, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, hanno tentato di contenere le fiamme con gli idranti e i mezzi disponibili. Hanno aiutato a portare fuori mezzi e attrezzature. Alcuni trattori sono stati salvati”.
Viterbo – L’azienda agricola di Danilo Camilli dopo l’incendio – Venerdì ancora sul posto i vigili del fuoco
A quanto ammontano i danni?
“Li stiamo ancora quantificando. Siamo indicativamente fra i tre e i quattro milioni di euro. Sono andati a fuoco quasi tre capannoni, due linee di produzione per la lavorazione dei meloni, celle frigorifere, quintali di patate, macchinari e due grossi mezzi acquistati di recente”.
Che cosa accadrà ai lavoratori?
“In questo momento sono circa 180, mentre nel periodo di maggiore produzione l’azienda arriva ad avere fra 230 e 240 dipendenti. Se la produzione fosse stata interrotta, ne sarebbero rimasti al lavoro appena cinquanta o sessanta. Invece l’obiettivo è stato mantenere subito l’operatività. È una realtà solida, che ha circa 500 ettari di terreno, e sta facendo tutto il possibile per garantire continuità lavorativa e non perdere i mercati”.
Viterbo – L’azienda agricola di Danilo Camilli dopo l’incendio
Che cosa chiedete alle istituzioni?
“Abbiamo bisogno soprattutto di collaborazione. Per continuare a lavorare senza interruzione”.
E dai rappresentanti politici avete ricevuto segnali di vicinanza? La sindaca Chiara Frontini sarà accorsa sul posto.
“Fino ad ora non abbiamo avuto un confronto. Speriamo si possa fare un buon lavoro insieme. La sindaca Frontini ci ha telefonato per darci la sua solidarietà, mostrando la sua disponibilità sul piano amministrativo”.
Quale sarebbe il rischio se l’attività si fermasse?
“Se non si continuasse la produzione, molte persone resterebbero senza lavoro. Non sarebbe un problema soltanto dell’azienda, ma anche della città e dell’intero comparto agricolo”.
Le cause dell’incendio sono state chiarite?
“Sono ancora in corso gli accertamenti. Tengo però a precisare che è da escludere l’origine dolosa. Saranno le verifiche tecniche a chiarire l’esatta dinamica”.



