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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lettera aperta alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini
Al presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli
Si resta agghiacciati davanti a una recente notizia data dalla stampa locale, e crediamo sia opportuno per le cittadine e i cittadini che venga fatta chiarezza.
Perciò rivolgiamo la nostra domanda alla sindaca, al presidente della provincia e a tutte le autorità e i politici locali presenti a palazzo Gentili, in via Saffi a Viterbo, il 3 settembre per assistere al trasporto della macchina di Santa Rosa. Brevemente: si legge sulla stampa che in quelle stanze c’era il pubblico delle grandi occasioni, anche se assortito un po’ alla bell’e meglio: un ministro, un imprenditore americano del turismo, la principessa di un paradiso fiscale e poi, via via a scendere, sindacalisti, consiglieri, politici e amministratori di varia appartenenza. È una festa, nessuno si scandalizza. Solo che fra gli invitati pare che figurasse anche l’ambasciatore di Israele, e allora questo cambia tutto.
È vero? Si è imbucato, come talvolta capita alle feste? O è stato invitato? E se è così, chi l’ha invitato? E perché? Qualche spiegazione alla cittadinanza andrebbe fornita, specie alla luce delle mobilitazioni continue che da più di un anno coinvolgono moltissime persone che vivono e lavorano a Viterbo, con presìdi, cortei, volantinaggi e raccolte firme.
L’ambasciatore in questione non solo non è un ospite qualunque, basti pensare che è stato più volte richiamato ufficialmente persino dal governo italiano per dichiarazioni e comportamenti inaccettabili e a nostro avviso a dir poco vergognosi, ma è il rappresentante istituzionale di uno stato il cui governo è responsabile di politiche criminali e a carattere tendenzialmente genocidario contro il popolo palestinese; un governo guidato da un premier e un ministro accusati dalla Corte penale internazionale dell’Aia di crimini di guerra.
Lo invitiamo come se niente fosse? Ci mangiamo le tartine insieme? Ci facciamo i selfie con il prosecco in mano? Applaudiamo euforici ai facchini che dedicano il trasporto del 2026 alla pace, come richiesto dal nostro vescovo? Ecco, questo vogliamo capire: come si fa a dedicare la macchina di Santa Rosa alla pace, invitando il rappresentante ufficiale di uno stato che non rispetta il diritto internazionale e che porta avanti un massacro in cui sono morti in meno di tre anni oltre 20mila bambini per bombardamenti e operazioni militari.
Sull’articolo della stampa locale c’erano diverse persone inquadrate in foto: da qualcuna di loro aspettiamo risposte.
Irene Massimi
Segretaria circolo Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea
