Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri è suonata la prima campanella e i nostri bambini sono tornati a scuola.
Avrebbe dovuto essere un giorno di festa. Per tanti piccoli della prima elementare era anche l’inizio di una nuova avventura, dopo aver lasciato la scuola dell’infanzia, i suoi giardini e gli spazi all’aperto.
E invece si sono ritrovati per cinque ore dentro le aule, senza poter uscire negli spazi esterni, con il caldo e l’afa di questi giorni. E questo, per noi, non è accettabile. I problemi ai cornicioni delle scuole non sono nati ieri mattina. Erano conosciuti. E proprio per questo l’amministrazione comunale aveva il dovere di intervenire prima.
C’erano luglio e agosto. C’erano due mesi con le scuole vuote, senza bambini, senza lezioni, senza il rischio di creare disagi all’attività scolastica. Era quello il momento di mettere in sicurezza, sistemare, programmare e risolvere. Non settembre. Non quando i bambini sono già tornati sui banchi.
Perché alla fine, quando un’amministrazione arriva tardi, a pagarne le conseguenze sono sempre le persone. E questa volta sono i bambini. Bambini costretti a trascorrere cinque ore chiusi nelle loro aule, quasi come prigionieri, senza poter uscire neppure per una pausa e per prendere un po’ d’aria. E pensiamo soprattutto ai più piccoli. A quei bambini di sei anni che fino a pochi mesi fa erano abituati al giardino della scuola dell’infanzia e che oggi si ritrovano improvvisamente a trascorrere un’intera mattinata tra quattro mura.
Non è così che si accolgono i bambini nel loro primo giorno di scuola. E c’è un’altra cosa che non possiamo ignorare. Se quei cornicioni rappresentano un problema tale da impedire ai bambini di utilizzare gli spazi esterni, quel problema esiste anche quando centinaia di bambini entrano la mattina ed escono alla fine delle lezioni.
Non può diventare pericoloso soltanto quando un bambino vuole uscire a prendere un po’ d’aria. Ma soprattutto non saremmo dovuti arrivare a discutere di tutto questo oggi. Perché c’è stata un’estate intera per intervenire. La manutenzione delle scuole si programma quando gli edifici sono vuoti. La sicurezza si garantisce prima che tornino gli alunni. I problemi conosciuti si risolvono prima della campanella, non dopo.
Questa non è una polemica. È una questione di priorità. E per noi non dovrebbe esistere priorità più grande della sicurezza e del benessere dei nostri bambini. L’amministrazione aveva tempo per intervenire. Non lo ha fatto. E oggi non possono essere i bambini a pagarne il prezzo.
Eleonora Sacconi
Luca Benni
Angelo Brizi
Francesco Corniglia
Consiglieri comunali di opposizione
