|
|
Canino – Ecco di cosa si occupa la soprintendente Margherita Eichberg. Fotografa un edificio privato, lo pubblica su Facebook, lo mette alla berlina e chiede che cosa ne pensino i signori di “Architerror”, la pagina social che prende in giro gli edifici giudicati brutti o bizzarri. Intanto, a Viterbo, i leoni di Pio Fedi si stanno sgretolando, le mura sono assediate da brutture e transenne e piazza del comune è stata trasformata in una spianata di peperino orribile e fatta apposta per raccogliere calore. Ed Eichberg cosa fa? Si occupa di un edificio privato fuori vincolo.
Questo il post di Eichberg: “Ho rischiato di farmi investire, ma era da tanto che volevo fotografare questo edificio… di cui non metto l’indirizzo, ma come si può immaginare è in Etruria. Fuori vincolo, ovvio. Chissà che ne pensano i signori di Architerror…”.
Il post di Margherita Eichberg
“Fuori vincolo, ovvio”, scrive la soprintendente. Dunque chi è Eichberg per ergersi a giudice del gusto di un privato? L’edificio è la guest house “Qui dormì l’etrusco”, a Canino. I proprietari, fino a prova contraria, possono sistemarlo come preferiscono, nel rispetto delle regole. A Eichberg può non piacere. Ma perché metterlo alla berlina?
A risponderle, giustamente, è stato Giacomo Mazzuoli, marito della titolare. “Premesso che ognuno è libero di esprimere i propri giudizi estetici, devo dire che trovo deludente che una figura istituzionale del livello della Soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, esponga al pubblico ludibrio un’attività ricettiva che, tra le altre cose, ha voluto fare uno sforzo, non solo economico, per valorizzare un territorio abbandonato a se stesso e un popolo che ha segnato la nostra storia”.
Mazzuoli ha spiegato che i richiami all’architettura e alla pittura etrusca sono una scelta dei proprietari per valorizzare il territorio e far conoscere quella storia agli ospiti. Ha anche indicato la ricostruzione di un arco sul decumano di Vulci, in un’area che definisce vincolata: un intervento che giudica “orripilante”. Su quello Eichberg ha qualcosa da dire? E sui leoni di Pio Fedi che si spappolano? E sulle mura di Viterbo circondate da brutture e transenne?
Perché non spiega, poi, l’orribile rifacimento di piazza del comune? Una distesa di peperino: proprio quello che ci voleva nel clima di oggi. Qualcuno informi la soprintendente su come è cambiata la riflessione urbanistica nel corso di questo secolo.
Eichberg è libera di non apprezzare una guest house. Ma è la soprintendente ed è profumatamente pagata: prima di mettere assurdamente alla berlina un privato fuori vincolo, risponda dei leoni di Pio Fedi che si spappolano, delle mura assediate dalle brutture e di quella spianata di peperino in piazza del comune da lei approvata. Il suo incarico riguarda il patrimonio di Viterbo e della Tuscia, non i gusti dei suoi cittadini. Veramente siamo all’assurdo. Eichberg faccia il suo mestiere, se ne è capace.
Qui non è in discussione la bellezza o meno di un edificio privato e fuori vincolo. Qui la questione è se la soprintendente sappia qual è il suo ruolo. I limiti del suo ruolo. I confini che non può superare. E qui ci sembra sia andata oltre ogni limite.
Carlo Galeotti

