Viterbo – (sil.co.) – Sangue, bastoni e coltelli tra il Sacrario e piazza Crispi, dove nel giro di poche ore si è passati dalla lite alla spedizione punitiva sfociata in botte da orbi. Il bilancio è di due trentenni finiti in ospedale, entrambi processati per lesioni personali aggravate ed entrambi assolti. Nessuno ha chiesto i danni all’altro.
Polizia e 118 – immagine di repertorio
Era un giovedì sera di pieno inverno, l’11 febbraio 2021, quando una lite scoppiata tra due giovani nel primo pomeriggio al Sacrario è sfociata la sera in una spedizione punitiva culminata in un feroce pestaggio. Il clou a piazza Crispi dove si sono precipitate le volanti della polizia, che hanno trovato uno dei contendenti a terra massacrato di botte, mentre l’altro è stato fermato nelle vie limitrofe mentre cercava di darsi alla fuga dopo avere gettato sotto una macchina in sosta il coltello che brandiva in mano all’arrivo delle forze dell’ordine.
Entrambi sono finiti in ospedale e a processo per lesioni personali aggravate. Il più grave ha riportato lesioni per trenta giorni. Uno è stato già prosciolto da tempo in via definitiva, mentre l’altro è stato assolto ieri dal giudice Jacopo Rocchi per difetto di querela, dopo la riqualificazione del reato in lesioni semplici. Nessuno dei due si è costituito parte civile contro l’altro.
Dopo la lite pomeridiana al Sacrario, l’attuale imputato, un noto pregiudicato viterbese, la sera stessa si sarebbe appostato con altre tre persone sotto casa del rivale, che prima di scendere avrebbe afferrato un coltello da cucina. Lo avrebbe stretto in mano, ma non avrebbe fatto in tempo a usarlo per difendersi. Appena uscito dal portone, sarebbe stato colpito al braccio da una bastonata, che gli avrebbe procurato lesioni per trenta giorni, medicate il giorno successivo al Santa Rosa.
Quindi il fuggi fuggi, le botte da orbi, calci, pugni e l’arrivo della polizia in piazza Crispi dove si è conclusa la spedizione punitiva. I poliziotti della squadra volante intervennero attorno alle 21,45 dopo la segnalazione telefonica arrivata alla sala operativa di un violento alterco tra due persone, una delle quali armata di coltello.
“Si è dato alla fuga gettando il coltello sotto una macchina, ma lo abbiamo preso subito”, ha spiegato ieri un agente, ricostruendo l’operazione sfociata nella denuncia di entrambi per lesioni personali aggravate dopo le cure del caso al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
