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Viterbo – “Più diritti per chi lavora nella sanità privata, nessun finanziamento pubblico senza garanzie sul lavoro. La mobilitazione entra nel vivo anche nella Tuscia”. A dichiararlo è il segretario generale della Uil Fp Viterbo Diego Basile.
La mobilitazione sulla Sanità Privata accreditata entra nel vivo. Al centro non ci sono soltanto i contratti. C’è il futuro del Servizio sanitario nazionale e la qualità dell’assistenza.
Il tema riguarda da vicino anche la Tuscia. Nel Viterbese sono numerose le strutture private accreditate che lavorano per il Servizio sanitario regionale: Rsa, centri di riabilitazione, hospice, lungodegenze, diagnostica e specialistica.
Stesso servizio, stessi diritti. È il principio sostenuto dalla Uil Fp. Chi lavora per garantire prestazioni finanziate con risorse pubbliche, deve poter contare su salari, diritti e condizioni di lavoro adeguati.
La richiesta è chiara: nessun finanziamento pubblico senza precise garanzie sul lavoro.
Nel mirino ci sono l’applicazione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, la regolarità contributiva e retributiva, la sicurezza, la formazione e la stabilità occupazionale.
“Per la Tuscia – spiega Basile – il tema è semplice: la qualità delle cure passa anche dalla qualità del lavoro. E chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini non può essere considerato un elemento secondario del sistema sanitario. Il segretario generale Uil Fp di Roma e Lazio Claudio Benedetti ha chiesto alla regione Lazio di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di garantire che le risorse pubbliche siano accompagnate dal rispetto dei diritti di chi lavora. A livello nazionale, la segretaria generale Uil Fp Rita Longobardi ha chiesto invece al governo e al parlamento di chiudere definitivamente la stagione dei rinvii. La prossima legge di bilancio sarà un passaggio fondamentale. Cosi come dovrà essere data massima attenzione su eventuali interventi nel decreto milleproroghe”.
“Anche nella Tuscia – prosegue Basile – servono certezze, diritti e condizioni di lavoro adeguate per chi ogni giorno garantisce servizi sanitari ai cittadini”.
La legge 118 del 2022 ha rafforzato i criteri di trasparenza, qualità e sicurezza nel rapporto tra Servizio sanitario e strutture private. La sua piena applicazione è stata però accompagnata da rinvii e interventi successivi.
La Uil Fp chiede ora di fare un passo ulteriore: utilizzare l’accreditamento anche come strumento di responsabilità sociale.
“Una questione – continua Basile – che per Viterbo ha un peso concreto. La rete privata accreditata è presente in diversi comuni della provincia e svolge un ruolo importante soprattutto nell’assistenza alle persone anziane, fragili e con patologie croniche”.
Il confronto non riguarda soltanto Roma. Chiama direttamente in causa la regione Lazio, che governa il sistema dell’accreditamento e i rapporti con le strutture private.
“La richiesta dei lavoratori è quindi duplice – conclude Basile –: al governo viene chiesto di intervenire sui contratti e sulle regole nazionali; alla regione di legare sempre più chiaramente le risorse pubbliche al rispetto dei diritti dei lavoratori. Per la Uil Fp a tutti i livelli la lotta continua in difesa dei diritti della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
