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Al volante con la patente revocata da sei anni, assolto perché non è reato

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Vincenzo Dionisi

Vincenzo Dionisi

Acquapendente -(sil.co.) – Sorpreso alla guida nonostante la patente revocata da sei anni, un 63enne è stato assolto dal giudice Carol Ruggiero perché il fatto non costituisce reato. Nonostante la recidiva. Come sostenuto dal difensore Vincenzo Dionisi.  

L’imputato, peraltro recidivo, è stato fermato dai carabinieri ad Acquapendente il 17 marzo del 2024. 

Citato in giudizio diretto dalla procura della repubblica di Viterbo per guida con patente revocata con l’aggravante della recidiva specifica reiterata infraquinquennale. il 63enne si è fatto sorprendere alla guida di una vettura con un documento di guida revocato da un provvedimento prefettizio risalente al 2018.

“La recidiva non era biennale e la guida con patente revocata non costituisce reato – spiega l’avvocato Dionisi – in seguito alla depenalizzazione operata dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8. del codice della strada, tranne in casi specifici, tipo la recidiva, che deve però essere biennale”.

L’assoluzione in sede penale non significa che la condotta sia priva di conseguenze. Il giudice, infatti, riscontrando che il fatto è un illecito amministrativo, trasmette gli atti al prefetto, il quale provvederà ad applicare la sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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